Torino, 17 apr – Mentre i tifosi sono ancora sotto choc per la bruciante sconfitta e si rincorrono le voci sul destino di Cristiano Ronaldo, l’eliminazione dalla Champions League fa letteralmente crollare la Juventus in Borsa. La Juventus ha aperto le contrattazioni a Milano con un calo del 21,8 per cento, il titolo è stato quindi sospeso per poi entrare in asta di volatilità e arrivare a perdere fino a un meno 25 per cento. Il crollo è una reazione dovuta anche al fatto che il titolo si era posizionato ai massimi alla vigilia del ritorno del quarto di finale contro l’Ajax (1-2 il risultato ieri allo Juventus Stadium), perché il mercato aveva scommesso sul passaggio del turno dei bianconeri. Ma chi aveva puntato sulla squadra torinese ha perso e quindi stamane sono scattate le vendite. Intanto, alla Borsa di Amsterdam, i titoli dell’Ajax hanno aperto con un rialzo attorno al 9 per cento.

Un calo, anche se minore, c’era già stato dopo la sconfitta con l’Atletico

Era già accaduto che il titolo crollasse, dopo che i bianconeri avevano perso a Madrid contro l’Atletico alla fine di febbraio. Anche se in quell’occasione le azioni della Juventus avevano chiuso la seduta all’indomani della sconfitta con un calo “solo” dell’11 per cento, perdendo in poche ore 162 milioni di capitalizzazione. Ecco, in tal senso, non è ancora quantificabile il rosso di oggi, visto il crac senza precedenti del titolo.

Il “peso” di CR7 sui conti del club

Ora la Juventus dovrà rivedere il piano finanziario. Ronaldo costa quasi 70 milioni all’anno e i risultati sul campo di questa stagione, nonostante l’ingaggio della superstar portoghese, sono inferiori all’anno scorso. Certo, il club vanta una solidità patrimoniale come pochi altri, oltre al fatto che è l’undicesima società di calcio professionistico in Europa per giro di affari, ma dopo l’uscita dalla Champions (anche in vista di ulteriori scossoni in Borsa) dovrà fare bene i conti per rinforzare la squadra e ritentare la conquista dell’ambito titolo europeo. Occhi puntati su CR7, quindi. Se il fuoriclasse non manifesterà il desiderio di cambiare dopo la brutta delusione, il club ripartirà da lui, l’unico juventino capace di tenere in gioco la squadra nel confronto con le grandi europee.

Ludovica Colli

1 commento

  1. I soldi dati ad un fighetto da 100 milioni di euro all’ anno , mentre i pensionati stanno alla fame, non sono bastati ad avere la coppetta.Almeno tanti altri italiani apriranno un po’ piu’ gli occhi sull’ assurdità di seguire dei miliardari che giocano con una palla mentre il popolo viene depredato da una moneta privata prodotta da stranieri a costo zero ed esentasse.Già gli antichi romani dicevano “panem et circenses” per significare che al popolo dovevi dare pane e giochi altrimenti ti si rivolta contro; è questa una delle funzioni del calcio e da certe follie delle tifoserie che sono riusciti a mettere una contro l’altra si capisce che hanno avuto successo nel dirigere la rabbia popolare lontano dai veri responsabili della crisi attuale

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