Home » Cinquantamila firme in 24 ore: la remigrazione irrompe con un’energia giovane e radicale

Cinquantamila firme in 24 ore: la remigrazione irrompe con un’energia giovane e radicale

by Sergio Filacchioni
0 commento

Roma, 31 gen – In ventiquattro ore la proposta di legge popolare Remigrazione e Riconquista ha superato la soglia delle 50.000 sottoscrizioni necessarie per l’approdo in Parlamento. Un risultato che ha un peso politico evidente, perché arriva in un giorno segnato da polemiche istituzionali e tentativi di delegittimazione dell’iniziativa già nella fase di lancio presso la Camera dei Deputati.

La remigrazione fa il pieno in 24 ore

La raccolta non si ferma: l’obiettivo dichiarato è tornare in Aula con numeri molto più alti del minimo richiesto, trasformando una soglia tecnica in un segnale politico di massa. Il dato più significativo non è solo quantitativo, ma anagrafico. Le fasce 18–22 e 23–27 anni risultano le più numerose tra i firmatari nelle prime 24 ore. Oltre quindicimila adesioni arrivano da cittadini sotto i trent’anni. Una generazione spesso descritta come disinteressata o apatica interviene invece in modo diretto su uno dei temi più controversi e spigolosi dell’agenda pubblica. La distanza tra la narrazione mediatica – che continua a incasellare la remigrazione come parola d’ordine residuale o nostalgica – e la composizione reale del consenso mostra una frattura politica e culturale. Il linguaggio con cui il tema viene liquidato nei talk show e sulle prime pagine dei giornali è vecchio; la domanda sociale che emerge è giovane. La distribuzione per genere conferma una mobilitazione ampia, con una partecipazione femminile rilevante pur in un quadro di prevalenza maschile. Il profilo che ne esce non è quello di una nicchia, ma di un bacino sociale che si allarga e si consolida. La soglia delle 50.000 firme, raggiunta in un giorno, sposta il baricentro della discussione: non si parla più di un’ipotesi agitata ai margini, ma di una proposta che entra formalmente nel circuito parlamentare sostenuta da una base popolare misurabile.

Il presidente del Comitato Remigrazione e RiconquistaLuca Marsella, ha rivendicato il risultato come risposta ai tentativi di bloccare politicamente l’iniziativa e ha invitato a proseguire la sottoscrizione per presentarsi in Parlamento con una platea di sostenitori ancora più ampia. La partita ora non è più simbolica ma procedurale: la proposta entra nel perimetro istituzionale e costringe il sistema politico a confrontarsi nel merito.

L’aria è cambiata anche in Europa

La mobilitazione italiana si inserisce in un contesto continentale in movimento. La stessa Commissione Europea ha delineato un nuovo approccio alla gestione delle migrazioni che mette al centro sicurezza degli ingressi, cooperazione con i Paesi terzi e maggiore controllo dei flussi, cercando un equilibrio tra canali legali e contrasto all’irregolarità. Il baricentro del dibattito europeo si sposta sempre più su strumenti operativi, controlli e responsabilità degli Stati partner, segnale di un cambio di clima rispetto alla fase delle sole dichiarazioni di principio. Dal Nord Europa arriva un ulteriore elemento. In Danimarca il governo ha annunciato un irrigidimento delle norme che prevede l’espulsione dei cittadini stranieri condannati ad almeno un anno di carcere per reati gravi, accelerando i meccanismi di allontanamento di soggetti ritenuti pericolosi per la sicurezza interna. Anche qui il baricentro si sposta dalla gestione emergenziale a un’impostazione strutturale centrata su sicurezza e rimpatri.

Il punto politico è evidente. Mentre in Italia il termine “remigrazione” viene trattato come un tabù linguistico, in Europa avanzano misure che rimettono al centro controllo, selettività degli ingressi e rimpatri di chi perde il titolo a restare. La raccolta firme italiana, mossa da uno spirito radicale che intende rompere con la tradizione moderata e centrista, si colloca quindi dentro una traiettoria più ampia che riguarda l’Europa e le nuove generazioni. La soglia delle 50.000 firme in un giorno è un fatto numerico; la composizione giovane dei firmatari è un fatto politico con cui tutti dovranno fare i conti. Il confronto ora non potrà più essere evitato con marchette e “bella ciao”:  la Remigrazione andrà discussa sul piano politico e di merito.

Sergio Filacchioni

 

You may also like

Redazione

Chi Siamo

Il Primato Nazionale plurisettimanale online indipendente;

Newsletter

Iscriviti alla newsletter



© Copyright 2023 Il Primato Nazionale – Tutti i diritti riservati