
Lo studio mostra come l’origine della metastasi è dovuta alla presenza di un recettore cellulare denominato CD44v6 che, se disattivato, permetterebbe di evitarne la formazione.
De Maria, che ha in precedenza scoperto anche l’esistenza di staminali tumorali del colon, poloni e tiroide, è soddisfatto: “Abbiamo ora individuato le staminali che formano le metastasi e i meccanismi che permettono loro di migrare attraverso i vasi sanguigni e linfatici riproducendo così il tumore in un’altra sede”.
I primi test clinici partiranno presumibilmente entro il 2015 presso l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena e consentirà di effettuare una “specializzazione” di farmaci mirati all’inibizione del CD44v6 che consentano di attaccare in modo più efficace il tumore fin dalle prime fasi.
Cesare Dragandana
