

Fa veramente rabbrividire questa levata di scudi contro le Sentinelle da parte dei guru del progressismo e del libero pensiero. Agli attacchi, fisici e non, subiti dalle Sentinelle, ha voluto rispondere, tra gli altri, Costanza Miriano, scrittrice e giornalista Rai, nonché sostenitrice del “movimento”:
Mi piacerebbe essere così lieve e ironica e nobile d’animo da poter rispondere con misura al post di Selvaggia Lucarelli sulle Sentinelle In Piedi. Mi piacerebbe ma ieri i contestatori delle Sentinelle hanno mandato al Pronto Soccorso il figlio dodicenne di un’amica, una giovane donna e un prete, tra gli altri, e allora ho perso un po’ di aplomb. Appena lo recupererò proverò a dire alcune cose. Tipo che ognuno di noi ha qualche amico omosessuale con il quale non ha individualmente nessun problema (e ne ho diversi anche tra i miei scrittori preferiti). Che in Italia come dimostrano molte statistiche (Pew Institute per esempio) non esiste un’emergenza omofobia, come prova il fatto che i gay Pride e Village dilagano ovunque indisturbati, con gli onori delle cronache dei tg nazionali, mentre a noi non ci fila nessuno. Che è ridicolo dire che noi vogliamo “i gay zitti e seduti”, perché loro gridano forte a ogni pié sospinto e molti si lasciano intimorire (vedi caso Barilla) e perché loro sono il nuovo conformismo. Che le lobby omosessuali di cui ha parlato papa Francesco esistono e controllano la comunicazione, o direttamente, o per il pigro conformismo che connota la categoria dei miei colleghi. Soprattutto che la legge contro la quale protestiamo impedirebbe a noi di parlare, e questa è una cosa inaccettabile in un paese civile, per esempio ci vieterebbe di dire che un bambino ha diritto a un padre maschio e a una madre femmina (cosa che pensa la maggior parte degli italiani), mentre nessuno – di certo non noi – vuole impedire agli omosessuali di vivere la loro vita affettiva come meglio credono. E infine che auspicare che ci prendano a calci in c..o non è un espressione da signora, ma noi siamo comunque per la libertà d’espressione.
A questo punto viene spontaneo domandarsi: le aggressioni della sinistra e dei movimenti LGBT effettuate ai danni di sit-in pacifici non dovrebbero essere catalogate come manifestazioni contro il libero pensiero? In regime di pensiero unico, evidentemente, questo non avviene…
Renato Montagnolo