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Villa Mussolini vendesi… solo ai compagni?

by Marco Battistini
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Roma, 3 feb – Si ritorna a parlare di Villa Mussolini. Come vi abbiamo raccontato qualche settimana fa la dimora estiva della famiglia del Duce è stata messa in vendita dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini. All’apertura della data room, risalente ad ottobre, è seguita a metà gennaio l’apertura delle buste. Tre le proposte arrivate: clamorosamente l’offerta più alta non è stata quella del Comune di Riccione. A superare in maniera sensibile il milione e centomila euro dell’amministrazione locale ci ha pensato una società privata, la David2 di Torino. A quanto pare non una realtà qualunque, almeno secondo il punto di vista dell’attuale proprietà.

L’ex deputato missino

Così mentre qualcuno stava già pensando al nuovo nome – politicamente corretto – da assegnare a Villa Mussolini, si è palesato il possibile assegno della realtà legata all’imprenditore e collezionista d’arte Massimo Massano. Già parlamentare missino tra il 1987 e il 1994. Al lupo, al lupo: un (ex? Non avrebbe importanza, il marchio della bestia per lorsignori rimane) neofascista! 

Probabilmente colta di sorpresa, la Fondazione Carim ha iniziato a temporeggiare, appigliandosi per il momento a formalità amministrative: «Prima di procedere alla fase delle trattative, anche in considerazione della mancanza di alcuni documenti, abbiamo deciso di procrastinare al 30 maggio la decisione». Quattro mesi. L’offerta economica sarebbe solamente uno dei criteri da prendere in considerazione, non l’unico. Eppure come riporta Il Resto del Carlino l’ente avrebbe necessità di chiudere in tempi (più o meno) brevi: «Dobbiamo ristrutturare il nostro patrimonio e trovare risorse per proseguire le attività in campo culturale e sociale».

Villa Mussolini, il solito fantasma

Per il suddetto quotidiano emiliano «prima di decidere a chi vendere Villa Mussolini, acquistata dall’ente nel 1997 e poi restaurata dal Comune e adibita a luogo per eventi e mostre, si vuole vagliare bene ogni aspetto». 

Decisamente più diretto Daniele Imola, primo cittadino riccionese per un decennio tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del nuovo millennio: «Il rischio è che possa diventare un ritrovo di nostalgici». Dal canto nostro, a dirla tutta, non ci saremmo aspettati tanta banalità da chi nell’ormai lontano 2005 inaugurò il nuovo corso della Villa insieme a Romano Mussolini, quartogenito del Duce di Donna Rachele. E più recentemente l’ex sindaco si era pure fermamente espresso contro il cambio del nome.

Design, cinema e futurismo: il progetto di David2

Ci pare di leggere un copione già scritto. Villa Mussolini va venduta al più presto, ma – a quanto pare – la cosa dovrebbe rimanere tra compagni. E dire che il progetto del Signor Massano nulla ha che fare con la politica. 

A tal proposito la rivista specializzata Finestre sull’Arte spiega come la società torinese vorrebbe coinvolgere lo stesso Comune di Riccione in una “collaborazione operativa” anche per  «rivalutare i rapporti storici rapporti tra Piemonte e Riviera romagnola, che riguardano innanzitutto l’architettura e il design: molti infatti gli edifici, come le ex Colonie Novarese a Miramare, o l’acquario Le Navi di Cattolica, che sono legati a committenti, architetti, ingegneri, vicende piemontesi, così come la tradizione dei locali notturni romagnoli, dal punto di vista degli interni e del design, ha ulteriori connessioni».

Nelle idee della David2 ci sarebbe inoltre un progetto per il centenario del film “Maciste all’Inferno”, uscito nel 1926 e prima pellicola vista al cinema dal regista riminese Federico Fellini. Ultimo, ma non di certo per importanza, l’allestimento di una collezione permanente di stampo prettamente futurista. Figura centrale quella di Umberto Boccioni, artista di origini romagnole. L’autore del celebre dipinto “Rissa in galleria”, partì volontario per il primo conflitto mondiale: il 17 agosto 1916 morì in seguito a una caduta da cavallo durante un’esercitazione militare. Di nostalgie fasciste, insomma, nemmeno l’ombra. 

Marco Battistini

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