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DDL Gasparri, il Senato approva: criticare Israele è antisemitismo

A Palazzo Madama passa il disegno di legge con 105 sì, 24 no e 21 astensioni. Dovrà essere approvato dalla Camera

by La Redazione
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ddl Gasparri

Roma, 5 mar – Ufficiale, nella giornata di ieri il DDL contro l’antisemitismo è stato approvato dal Senato. La proposta di legge promossa dal senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri è passata con 105 voti favorevoli, 24 contrari e 21 astensioni.

Le reazioni del centrodestra

Sono molto contento di aver contribuito, anche modificando articoli, lavorando sulle singole proposte, al varo della nuova legge sull’antisemitismo. Ho preferito la via del confronto costruttivo a quello dell’arroccamento fazioso di alcuni settori della sinistra“, ha commentato Maurizio Gasparri, considerato l’ideatore di questa riforma, che però vede come primo firmatario il leghista Massimiliano Romeo. “Voglio ringraziare le associazioni altamente rappresentative del mondo ebraico e tanti esponenti del mondo della cultura e dell’informazione. Abbiamo approvato una legge che non appartiene a una parte, sono davvero dispiaciuto per il fatto che la sinistra abbia perso una occasione importante per accogliere l’appello della senatrice Segre” – ha proseguito Gasparri, con parole che fanno sicuramente specie alla luce di quello che sta succedendo in medioriente con Israele. Stato ebraico che è centrale, in questo dibattito, visto il testo della proposta di legge.

Quando sono entrata in Parlamento, mai avrei immaginato di trovarmi ad approvare una legge sull’antisemitismo” -ha commentato la senatrice Ester Mieli di Fratelli d’Italia. “La proposta di legge che approveremo oggi farà cadere le maschere a chi non ha preso le distanze da quelle piazze che incitavano all’odio e alla distruzione di un popolo, chi non voterà questa legge o chi voterà contro, oggi decide di essere indifferente. Forse la spiegazione di questo cambio di passo (da parte della sinistra), è che ai tempi l’opposizione non aveva come spin doctor Francesca Albanese” – ha concluso nel suo intervento l’ex portavoce della Comunità Ebraica di Roma.

Sinistra spaccata

Parti del Pd e dei Cinque Stelle, infatti, hanno votato contro al ddl, approvato invece in toto dal centrodestra. Opposizione spaccata, con invece l’ala moderata del Pd che ha votato a favore. Anche Calenda ha contestato la scelta della sinistra: “Trovo assurdo e ingiusto il mancato voto della sinistra a favore del Ddl antisemitismo che peraltro è identico a quello presentato dal Senatore Delrio“. Ddl Delrio che è stato citato anche da Pina Picierno del Pd: “L’Italia ha finalmente una buona legge sull’antisemitismo. Grazie alla senatrice Segre, a Graziano Del Rio, che hanno lavorato con coraggio avendo in mente un’ idea di Paese fondato sui diritti, sulla memoria e sulla dignità umana“.

Il presidente della Comunità ebraica di Roma Victor Fadlun ha attaccato fortemente la sinistra, che avrebbe cercato di “annacquare la definizione di antisemitismo accettata in tutta Europa“. Fadlun ha affermato che “gli ultimi sondaggi dicono che gli atti di violenza verso gli italiani di religione ebraica sono aumentati del 225 per cento dal 2023. Una parte di sinistra si è rifiutata di cavalcare l’estremismo Pro-Pal.

Sinistra antisemita?

Ovviamente no. L’opposizione da parte di Pd, Avs e Cinque Stelle al Ddl Gasparri non nasce da un recondito sentimento di odio nei confronti del popolo ebraico. La sinistra, che da ottant’anni ha sposato la retorica vittimista e giustificatrice di esposti membri delle comunità ebraiche riguardo le azioni di Israele, si è semplicemente trovata di fronte ai proverbiali nodi al pettine. Sostenere il movimento ProPal e le istanze della sinistra radicale per raccogliere voti, ha fatto sì che dal 7 ottobre 2023 all’interno dell’universo del centrosinistra si andassero a scontrare due fazioni radicalmente contrapposte. Se i centri sociali, tutelati dall’istituzione, strillano “dal fiume al mare” con esponenti di Avs come Marco Grimaldi in piazza, esiste quell’universo di sinistra moderata da Emanuele Fiano a David Parenzo, dalla Picierno a Delrio che non vede di buon occhio la causa palestinese.

Palestina che in realtà, come sottolineato già in passato, non è altro che un pretesto per la sinistra per la propria sopravvivenza mediatica. Avendo abbandonato ogni tipo di posizione o visione del mondo, l’antifascismo è stato confusamente trasposto in antisionismo, trovando in Israele il nuovo Hitler.

La definizione dell’IHRA

L’opposizione a questo disegno di legge nasce, fondamentalmente, dal primo articolo in essa contenuto. Esso impone come definizione di antisemitismo universale riconosciuta dallo stato italiano, la stessa dell’International Holocaust Remembrane Alliance (IHRA), ossia “L’antisemitismo è una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio per gli ebrei. Manifestazioni di antisemitismo verbali e fisiche sono dirette verso gli ebrei o i non ebrei e/o alle loro proprietà, verso istituzioni comunitarie ebraiche ed edifici utilizzati per il culto”. Che di per sé, sembrerebbe abbastanza generica o banale. Il problema sorge nelle interpretazioni di questa definizione, fornite dalla stessa IHRA sul proprio sito ufficiale: “Le manifestazioni possono avere come obiettivo lo Stato di Israele perché concepito come una collettività ebraica“.

Benché poi l’IHRA sottolinei che “criticare Israele non è di per sé antisemitismo“, si sottolinea come in realtà soprattutto negli ultimi due anni e mezzo ogni tipo di critica anche asettica alle azioni israeliane sia bollata dal governo stesso dello Stato Ebraico come “antisemita“. Non solo, la definizione di antisemitismo dell’IHRA comprende anche battute, meme e prese in giro: “L’antisemitismo si esprime nel linguaggio scritto e parlato, con immagini e con azioni, usa sinistri stereotipi e fattezze caratteriali negative per descrivere gli ebrei“.

Questa definizione è infatti una delle più stringenti e severe di antisemitismo. Secondo essa, persino criticare il genocidio palestinese o sottolineare che nel caso Epstein fossero stati coinvolti svariati altri ebrei, sarebbe antisemitismo: “Antisemitismo è anche accusare gli ebrei come popolo responsabile di reali o immaginari crimini commessi da un singolo ebreo o un gruppo di ebrei, o persino da azioni compiute da non ebrei. Anche negare agli ebrei il diritto dell’autodeterminazione, per esempio sostenendo che l’esistenza dello Stato di Israele è una espressione di razzismo“.

Obblighi e delazione

La legge introduce obblighi formativi per scuole, università, forze dell’ordine e sistema giudiziario nel contrasto all’antisemitismo, con segnalazioni e corsi annuali per gli studenti. Le scuole saranno infatti responsabili dell’attivazione di percorsi informativi e del monitoraggio interno, saranno previste sanzioni fino alla sospensione per i docenti “negligenti” o anche solo critici verso la definizione IHRA. Infine, la modifica all’articolo 604-bis del codice penale. La propaganda o l’incitamento all’antisemitismo definito dall’IHRA tra i crimini punibili. Orizzonti interpretativi arbitrariamente ampliati, con l’aggiunta di concetti come la “negazione del diritto all’esistenza dello Stato di Israele” e la “distruzione dello Stato di Israele”.

Gli psicoreati aumentano

L’ennesima limitazione alle opinioni dopo la legge Scelba e la Mancino si avvia a diventare una nuova realtà. Ora anche la destra di governo, appiattita su posizioni acriticamente sioniste e filo-israeliane, sceglie di sposare la politica inquisitoria. Un cortocircuito legale che pone il governo allo stesso livello di quella parte della sinistra, da sempre favorevole ai reati d’opinione, che il ddl Gasparri va a colpire. La conclusione che si può trarre da tutto questo è la completa accettazione acritica di una linea imposta da Washington e dai suoi proxy: la sinistra si schiera dalla parte dei palestinesi? Allora Israele ha ragione e dobbiamo sostenere ogni cosa venga dal mondo ebraico locale qui in Europa. La destra ha sposato la causa israeliana e si orienta a chiudere ogni possibile spazio di critica ai dogmi sionisti.

Patrizio Podestà

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