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“Basta missili”: la dichiarazione di Tajani è la filastrocca delle elementari

by Enrico Colonna
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Roma, 12 mar – Prendere le bombe in testa non fa piacere a nessuno. Morire a dieci anni mentre si va a scuola – come le 160 bambine iraniane della scuola femminile di Minab, assassinate da un bombardamento terroristico americano – è una di quelle cose che nessuno vorrebbe succedesse. Nulla da ridire su questo. Ma un’apologia dell’ovvio del calibro di “guerra brutta” ce la si aspetta forse durante la poesia della recita di fine anno delle elementari (già alle medie rischia di essere fuori luogo).

Tajani è il personaggio preferito del web

Eppure, alla Farnesina pare che questo dato semplice ed elementare non sia passato. Che ad Antonio Tajani piaccia farsi sbeffeggiare dal cosiddetto “popolo del web” non è una novità e già ne aveva dato prova nei giorni scorsi, quando, rivolgendosi agli italiani che abitano nei Paesi del Golfo, aveva dato un suggerimento che altrimenti non sarebbe venuto in mente a nessuno: “se arrivano i droni non affacciatevi alle finestre”. Dobbiamo dedurne che abbiamo un ministro degli esteri che è convinto che esistano persone che ci tengono proprio a beccarsi uno Shahed-136 in piena fronte.

Ma il meglio di sé Tajani lo ha dato con la sua ultima “dura presa di posizione” sul conflitto in corso in Medio Oriente. E nel corso di un’intervista a Sky Arabia si è rivolto all’Iran con questa dichiarazione: “Basta missili. Basta droni. Basta bombe atomiche. Basta missili a lungo raggio. Si può vivere in pace anche senza armi atomiche e anche senza missili a lungo raggio”. Praticamente Imagine di John Lennon, ma letta come un telegramma (invitiamo a vedere il filmato dell’intervista per rendersene conto, oltre che per farsi quattro risate).

Il discorso sbagliato al popolo sbagliato

Ora, tralasciando che a fare questo discorso all’Iran è il presidente di un partito che rivendica con orgoglio il proprio supporto incondizionato a Israele (che, ricordiamolo, è l’unica potenza atomica non dichiarata al mondo, che si rifiuta di sottoporsi agli accertamenti internazionali sulle armi atomiche, al contrario di Teheran), la domanda resta una: davvero in un contesto internazionale incandescente come quello attuale, un ministro degli esteri di una nazione europea non è capace di fare un discorso più articolato di “la guerra è brutta”?

Davvero un ministro degli esteri non è in grado di dire nulla di più incisivo? Mentre tra le parti in causa (e anche tra quelle non direttamente coinvolte) volano gli stracci, con dichiarazioni del calibro di “raderemo al suolo Teheran” e “questa guerra finirà quando lo decideremo noi, non quando lo decide l’America”, il nostro ministro degli esteri riesce a dire solo questo (dicendolo pure male)?

Tajani è l’inadeguatezza fatta persona

Carl Schmitt sosteneva che “sovrano è colui che decide sullo stato di eccezione”. Beh, noi invece a quanto pare abbiamo dei “sovrani” che non sono in grado neanche di pronunciarsi sullo stato della norma, figuriamoci in situazioni di emergenza. Quello che veramente stupisce non è tanto la banalità, ma la bocca da cui esce tale banalità. Fatto che riassume la caratteristica principale della Farnesina in questo momento in una sola parola: inadeguatezza.

Enrico Colonna

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