Roma, 19 mar – I dati del rapporto “Disarmati” di Save the Children confermano che la criminalità minorile degli stranieri è ormai fuori controllo. In un precedente articolo, avevamo già documentato tale emergenza. Alla fine del marzo 2025, come documentato dal rapporto di Antigone, erano 597 i detenuti nelle carceri minorili italiane. Di questi, ben il 49,9 per cento erano stranieri. In Italia, ci sono circa 2,3 milioni di giovani tra i 14 e i 17 anni. Di questi, il 10 per cento è straniero. È palese la sovrarappresentazione non autoctona nelle carceri minorili. I dati però non descrivono perfettamente la realtà vista la forte presenza di minori stranieri con cittadinanza italiana.
I reati dei minori stranieri
Nel 2024, come riportato dall’Istat, su 438 minori denunciati e/o arrestati per il reato di violenza sessuale, 221 erano stranieri. Ben il 50,5 per cento. La situazione è simile per quanto concerne tutti i delitti contro la persona. Gli stranieri sono responsabili del 51,6 per cento delle percosse, del 50,4 per cento delle lesioni dolose. E del 55,6 per cento dei sequestri di persona. Dei 25 omicidi volontari commessi da under 17, gli inquirenti hanno individuato 10 stranieri come autori. Così come nel 47,3 per cento dei tentati omicidi. Per quanto riguarda i reati predatori, i minorenni stranieri sono stati arrestati e/o denunciati nel 59,4 per cento dei furti, nel 59,8 per cento delle rapine e nel 41,7 per cento delle estorsioni.

I dati del rapporto “Disarmati”
Il dossier di Save the Children riporta i dati del primo semestre del 2025 in merito ai minorenni denunciati e arrestati per sei tipologie di reato.

Nel primo semestre del 2025, nonostante gli stranieri tra i 14 e i 17 anni siano il 10 per cento della popolazione residente in Italia di quella fascia d’età, l’incidenza di arresti e denunce per rissa, porto d’armi, minaccia e lesioni personali supera quella dei coetanei italiani.

Per quanto riguarda l’omicidio doloso e l’estorsione, le percentuali di stranieri minorenni arrestati e denunciati sono rispettivamente del 38,5 per cento e del 43 per cento. Negli ultimi dieci anni, tutti questi reati hanno avuto una drastica impennata, in qualche caso sono più che raddoppiati. La causa principale è l’aumento della popolazione straniera, sia immigrata sia di seconda generazione.

Minori in carcere per terrorismo jihadista
Non sol reati contro la persona. Come riporta Il Tempo, nelle carceri italiane e nelle comunità minorili, sono detenuti 19 minorenni a cui sono stati contestati reati legati all’apologia di terrorismo islamico, reclutamento e atti preparatori: 14 sono i cosiddetti italiani di seconda generazione (stranieri con cittadinanza italiana), e poi due marocchini, un tunisino, un egiziano. Diciassette sono maschi mentre sono due le femmine. L’età media è 16 anni.
Alla fine del gennaio scorso, nel Comasco, un 17enne egiziano è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare con collocazione in comunità perché accusato dei reati di istigazione a delinquere aggravata dall’utilizzo di strumenti informatici e telematici e relativi a delitti di terrorismo. Secondo quanto ricostruito dall’indagine, l’egiziano avrebbe avuto una “condotta istigatoria ed apologetica”, promuovendo tramite diversi profili social contenuti di matrice jihadista violenta. Il 4 novembre del 2025, in provincia di Pavia, i carabinieri dei Ros hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un minorenne tunisino per propaganda jihadista. Si sarebbe procurato diverse pubblicazioni per la realizzazione e l’assemblaggio di ordigni esplosivi e incendiari da realizzare con sostanze facilmente reperibili, manifestando l’intenzione di voler andare a combattere nell’area di conflitto in Medio Oriente.
Un mese prima, un tunisino di 15 anni è stato arrestato dai poliziotti della Digos di Firenze e dai carabinieri della stazione di Montepulciano in esecuzione della misura cautelare del collocamento in comunità emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale per i minorenni del capoluogo toscano. Il 15enne era indagato per i reati di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale e porto di armi o oggetti atti ad offendere. Secondo gli inquirenti, era arrivato a prestare un vero e proprio giuramento di fedeltà a un’organizzazione jihadista, arrivando anche a reclutare altri soggetti.
Francesca Totolo