Roma, 14 apr – Quando i Sistemi politici sono in crisi ricorrono al terrore come arma di controllo delle masse, per scongiurare rivolte e insurrezioni. Vi ricorse, ad esempio, il Comitato di salute Pubblica di Robespierre perché la crisi economica, le guerre e la rivolta della Vandea misero in pericolo lo Rivoluzione Francese. La Legge dei Sospetti che permetteva l’arresto di presunti nemici della rivoluzione provocò migliaia di ghigliottinati, la regina Maria Antonietta, rivoluzionari come Danton e il genocidio dei vandeani.
L’arma della paura
Le stragi si sono ripetute nel Grande Terrore staliniano nell’Unione Sovietica, nelle Rivoluzione Culturale maoista, nelle stragi dei Khmer Rossi in Cambogia. L’arma della paura compare non solo nelle sanguinose repressioni comuniste, ma anche nella dittatura morbida del capitalismo nella sua fase terminale. Il Capitalismo della Sorveglianza svanita la fase dell’illusione della ricchezza per tutti, ha mostrato il suo volto feroce di tirannide dello sfruttamento usando la paura.
Arma potente soprattutto quando viene usata contro cittadini indeboliti dalla mentalità borghese, refrattaria ai sacrifici, alla disciplina e terrorizzati dal rischio e dalla morte. Come, se vogliamo durante al recente periodo pandemico: un’influenza con mortalità dello 0,03% presentata come malattia con esiti funesti ha portato a pesanti restrizioni della libertà.
Provvedimenti tirannici che senza il terrore della morte avrebbero scatenato rivolte sono stati supinamente accettati dalle masse terrorizzate. Cittadini reclusi nelle case, delazioni, crollo dell’economia, perdita di migliaia di posti di lavoro e la vera epidemia del disturbo psichico.
Rendere normale l’inaccettabile
La vera infezione fu psicologica: il Virus della Paura venne iniettato a una popolazione spaventata priva di anticorpi spirituali e mentali. Il Governo progressista utilizzò la parola Lockdown, più accettabile di segregazione coatta. Le parole creano nuove connessioni neurali alterando il pensiero, rendendo normale l’inaccettabile come la persecuzione dei no–vax additati come untori responsabili dell’infezione virale.
Eccoci alla paura della guerra imminente, come se un invasore fosse alle porte, provocando incubi ai deboli. Ora la paura della fine delle risorse energetiche per la chiusura del canale di Hormuz, dal quale in realtà passa il 20% del petrolio e del gas mondiale.
Quantità che finisce ai grandi Stati dell’Asia come India e Cina e all’Europa viene destinato un misero 4%, ma questi dati vengono sapientemente occultati per scatenare il panico. Il comitato d’affari chiamato Unione Europea vieta agli Stati di abbassare le tasse sui carburanti e l’acquisto di prodotti energetici a miglior prezzo fuori dal circuito autorizzato per imporre un nuovo regime di paura.
Un nuovo regime del terrore?
L’ennesima crisi è una truffa ai danni dei cittadini, ai quali si chiedono sacrifici economici e rinunce alla libertà di movimento. Una nuova paura per creare isolamento sociale, controllo e repressione delle popolazioni esasperate da inutili limitazioni a favore del grande capitale cosmopolita.
Nel 2008 un barile di petrolio costava 147 dollari e la benzina 1,35 euri al litro. Oggi lo stesso barile costa 110 dollari e la benzina quasi 2 euro. La speculazione è evidente, l’ennesimo furto ai danni dei cittadini tenuti in pugno dal nuovo terrore, quello della miseria e della perdita delle comodità a cui sono abituati.
Ancora una volta i poteri economici mostrano il volto rapace a chi viene tenuto in scacco con il terrore. Ma la paura si può vincere riconquistando la libertà perduta, il potere di scegliere il proprio destino passa dalla ritrovata dignità di uomini integrali.
Eros, l’impulso vitale d’amore e creazione, batte Thanatos, quello di morte e distruzione che genera il terrore paralizzante. Discipline spirituali, cultura controcorrente e sport dell’ardimento sono i più grandi atti d’amore per se stessi, la cura contro il virus della paura.
Roberto Giacomelli