
Lo stesso Chang Wanquan, durante la sua visita di tre giorni nella capitale iraniana, ha espresso la propria fiducia in merito ad una maggiore stretta dei legami tra Cina e Iran per il prossimo futuro. Questo particolare asse tra Pechino e Teheran è il risultato di un’amicizia che si è approfondita nel 2014, quando, per la prima volta nella storia, una squadra navale cinese è entrata nel Golfo Persico per effettuare un’esercitazione navale congiunta con la Marina Iraniana, preceduta l’anno prima da una visita di cortesia della fregata iraniana Sabalan (classe Alvand di fabbricazione inglese) e della nave ausiliaria/portaelicotteri Kharg (sempre di fabbricazione inglese) nel porto cinese di Zhangjiagang nella provincia di Jiangsu.
L’ulteriore spinta verso Oriente (e verso la Russia) di Teheran è stata data dalla fine delle sanzioni: a gennaio di quest’anno infatti il Presidente cinese Xi Jinping ha incontrato il presidente iraniano Hassan Rouhani sempre nella capitale iraniana. Il primo viaggio di un capo di stato a Teheran dalla fine dell’embargo a portato a siglare un accordo commerciale per circa 600 miliardi di dollari. Parimenti sono state raggiunti protocolli d’intesa ad ampio spettro per i prossimi 25 anni, come riferì lo stesso Rouhani in quella occasione. Durante quell’incontro sono state discusse anche le direttive antiterrorismo e quindi la firma degli accordi militari tenutasi il 14 novembre è la naturale prosecuzione di quegli impegni presi a gennaio di quest’anno. “L’avanzamento delle relazioni e della cooperazione militare di lunga data con la Cina è una delle priorità principali della diplomazia della Repubblica Islamica dell’Iran” ha detto il Ministro della Difesa iraniano al Teheran Times.
La partnership militare tra i due Paesi ha basi solide e profonde: per tutti gli anni ’80 e ’90 la Cina e l’Iran mantennero stretti contatti in questo senso. Pechino infatti aiutò Teheran a migliorare le proprie capacità anti-access/area denial vendendo missili da crociera tattici e antinave, come il HY-2 “Silkworm”, mine navali di ultima generazione, e motovedette veloci tipo Houdong (equipaggiate con missili antinave). Inoltre venne fornito personale e know how per aiutare a sviluppare un proprio missile da crociera antinave, il Nasr, oltre che aver dato assistenza al programma nucleare di Teheran istruendone gli ingegneri atomici e aiutando la ricerca e l’estrazione di uranio.
Paolo Mauri