
“La ragazza è stanca però sta bene. La polizia locale ed il Campidoglio le garantiranno assistenza per tutto il suo soggiorno. Ci prenderemo cura di lei”, ha assicurato il sindaco della Capitale Virginia Raggi, che ha voluto incontrare la ragazza, affermando che “c’è ancora tanta strada da fare perché la violenza sulle donne è inaccettabile non solo a Roma ma in qualunque parte del mondo”. Nessun riferimento ovviamente al fatto che l’uomo fosse un immigrato, anche perché la Raggi poco tempo fa aveva parlato dell‘immigrazione come di una “risorsa per Roma”. Allo stesso modo anche la maggior parte dei media ha preferito soprassedere sulla nazionalità dei due molestatori, sia per il caso romano che per quello veneziano, negando ideologicamente ogni possibile legame tra l’immigrazione e gli stupri. La stessa cosa, con proporzioni ben più grandi, accadde anche per i fatti di Colonia, dove le autorità arrivarono addirittura ad imporre alla polizia di coprire le violenze e di non divulgare la nazionalità degli stupratori.
A Venezia è stato un marocchino di 25 anni, immigrato clandestino, a tentare di violentare una turista tedesca anche lei in visita per Capodanno. La donna è stata aggredita sul pianerottolo dell’edificio dove soggiornava. Ad interrompere la violenza è stato il provvidenziale intervento di un cittadino veneziano, che è rientrando a casa si è trovato davanti la scena del marocchino a terra sopra la donna, immobilizzata e sotto choc. L’uomo ha avvisato immediatamente la polizia, mentre il marocchino appena scoperto è fuggito all’interno dell’edificio. La polizia lo ha trovato nascosto dietro un muro di cinta all’ultimo piano del palazzo.
Davide Romano