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Roma, 2 gen – “Ci sono frange del sottobosco politico criminale di questo paese, per cui ancora uccidere o ferire un fascista, o presunto tale, non è reato“. Non usa mezzi termini Nicola Porro, giornalista e conduttore di Matrix, per condannare l’esplosione di una bomba fuori dalla libreria di CasaPound a Firenze, costata la perdita di un occhio e di una mano all’artificiere intervenuto per disinnescarla. “Quello che è successo a Instanbul è grave, ma quello che è successo più vicino a casa nostra a Firenze davanti a una libreria che viene considerata vicina a CasaPound è altrettanto grave e avrebbe meritato ben altro spazio sui quotidiani“, spiega Porro in un video pubblicato da Tiscali.

“E’ stata messa una bomba davanti alla libreria considerata vicina al gruppo dei “cattivi”, dei fascisti di CasaPound. Il problema è che quella bomba era una bomba pronta a uccidere, forse il libraio o gli avventori di quella libreria, nel frattempo ha ferito gravemente e reso cieco per un occhio un poliziotto. La considerazione è che si è un po’ troppo sottovalutato in questo paese l’idea che ci sono frange del sottobosco politico criminale, per cui ancora uccidere o ferire un fascista o presunto tale non è reato. E poi se ci va di mezzo uno sbirrro, come dicono loro, chi se ne importa! Trovo che la questione avvenuta a Firenze è di una gravità incredibile”.

Una ferma condanna politica quella di Porro, non arrivata né da parte delle istituzioni né dalle forze politiche, che al massimo si sono limitate a dare solidarietà all’agente ferito e a rimuginare sui possibili effetti che l’ordigno avrebbe potuto avere sui passanti. Non una parola per il movimento politico obiettivo degli attentatori e un colpevole silenzio sulla matrice ideologica. Porro invece, oltre a condannare l’esiguo risalto mediatico ottenuto dall’attentato, nomina chiaramente le due parole assenti dalla narrazione “mainstream” della notizia: Antifascismo e CasaPound. Un’onestà intellettuale che nel deserto del giornalismo e della politica italiana merita di essere sottolineata.

Davide Di Stefano

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