
Il business ruotava attorno ad un commercialista della Brianza che aveva costituito più di 30 società nelle quali, negli ultimi cinque anni, sono stati assunti oltre 1500 dipendenti extracomunitari. Peccato che le società, come le assunzioni, fossero puramente fittizie, uno stratagemma che consentiva agli immigrati di fare istanza per ottenere il permesso di soggiorno dimostrando la titolarità di un (falso) contratto di lavoro. In cambio, questi ultimi versavano un obolo che poi il commercialista spartiva con trafficanti e procacciatori di clienti.
Un primo, grossolano calcolo sui volumi della truffa legata all’immigrazione “permette di quantificare – hanno spiegato gli inquirenti del Commissariato di Monza – il volume d’affari dell’associazione per delinquere in una cifra oscillante tra i 2 e i 3 milioni di euro dall’anno 2012″.
Nicola Mattei