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Remigrazione e Riconquista: Brescia torna in piazza. «È il momento di riprendersi le città»

by La Redazione
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Brescia

Roma, 26 nov – A Brescia si torna in strada. E non per una celebrazione rituale, ma per un atto politico che punta a incidere nel cuore del dibattito nazionale. Il Comitato Remigrazione e Riconquista ha annunciato per il 13 dicembre un nuovo corteo cittadino, invitando apertamente i bresciani – e più in generale gli italiani – a «rialzare la testa, scendere in piazza e portare un tricolore». L’appuntamento è fissato alle 16, mentre il punto di ritrovo sarà ufficializzato nei prossimi giorni.

Brescia torna in piazza sulla Remigrazione

Il Comitato ha chiarito il senso dell’iniziativa: portare al centro il tema della remigrazione, trasformandolo da slogan polemico a piattaforma politica organica. Non una parola di protesta, dunque, ma una proposta che investe l’intero impianto normativo dell’immigrazione. Nell’intenzione dei promotori, la remigrazione non è un concetto evocativo: è il cardine di un progetto che tocca permessi di soggiorno, ricongiungimenti familiari, cittadinanze, decreto flussi, rimpatri e ogni ambito in cui l’attuale sistema ha mostrato crepe strutturali. L’obiettivo dichiarato è quello di frenare un modello di immigrazione incontrollata che, negli ultimi anni, ha trasformato interi territori, logorato la coesione sociale e indebolito la capacità dello Stato di agire da soggetto sovrano. Da qui anche l’idea di una politica di incentivi al rientro nei Paesi d’origine, presentata come strumento realistico per invertire una tendenza che gli organizzatori considerano ormai insostenibile.

Iniziative pensate per forzare l’agenda politica

Non è un caso la data scelta. Il 13 dicembre 2024, nella stessa città, una mobilitazione aveva radunato – secondo gli organizzatori – un numero significativo di partecipanti, aprendo un confronto acceso che aveva superato i confini locali. Un anno dopo, l’obiettivo è replicare quell’impatto e trasformarlo in un passaggio di scala: portare la remigrazione dal livello municipale a quello nazionale. «Siamo di fronte a una questione che non può più essere rimossa», spiegano dal Comitato, «e che richiede la responsabilità diretta dei cittadini». Il percorso, nelle intenzioni dei promotori, non si fermerà a Brescia. Dopo il corteo del 13 dicembre, toccherà a Piacenza e Prato, due città simboliche per dinamiche demografiche e conflitti sociali che da tempo segnalano l’esaurimento del modello multiculturalista. Non si tratta di un calendario casuale, ma della costruzione di un asse di iniziative pensato per forzare l’agenda politica e obbligare la classe dirigente ad affrontare ciò che da anni viene rinviato.

Identità, sicurezza e sovranità

In un Paese dove i partiti oscillano fra prudenza comunicativa e calcoli elettorali, il Comitato punta su un messaggio diretto: senza un intervento radicale sul fronte migratorio, identità, sicurezza e sovranità resteranno slogan svuotati. E il 13 dicembre, nelle strade di Brescia, la contesa tornerà visibile.

Vincenzo Monti

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