Bologna, 11 nov – “Se c’è un inceneritore che fa male alla salute di sicuro non apro perché sarei un delinquente”. Correva l’anno 2014 e così Oscar Farinetti, contattato telefonicamente dal giornalista Antonio Amorosi, fugava ogni dubbio rispetto a Fico – Fabbrica Italiana Contadina, la nuova creazione del patron di Eataly che aprirà i battenti nel capoluogo emiliano il prossimo 15 novembre.

Con milioni di visitatori attesi ogni anno, Fico – controllata al 50% da Coop Adriatica in quello che tra Eataly e il mondo della cooperazione è ormai un partenariato stabile – è il parco agroalimentare più grande del mondo che, si legge sul sito, “racchiude la meraviglia della biodiversità italiana”. Più di 10 ettari nella periferia bolognese, suddivisi fra campi, stalle e impianti di trasformazione, con spazi dedicati anche all’insegnamento, Fico vuole “raccontare al mondo l’eccellenza enogastronomica e la bellezza dell’agroalimentare italiano”, spiegano i fondatori annunciando la mission.

Verde, natura, biodiversità….e i rifiuti bruciati. Perché sì, nonostante le rassicurazioni di Farinetti, Fico sorge proprio di fianco ad un gigante dello smaltimento rifiuti. Parliamo di uno degli inceneritori più grandi di tutta l’Emilia Romagna, impianto gestito dalla multiutility Hera e che, spiega lo stesso Amorosi su Affaritaliani.it, “produce cadmio in quantità «da 3 a 10 volte superiori» alla norma rispetto agli altri inceneritori e che brucia materiale «sanitario contagioso»”. Buon pranzo biologico a tutti.

Nicola Mattei

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