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Roma, 8 mar – Mai 8 marzo passò più in sordina. L’emergenza coronavirus, com’è ovvio che sia, sta di fatto monopolizzando il dibattito politico e non. Tra eventi cancellati, manifestazioni posticipate e quarantene diffuse a macchia di leopardo, anche la festa della donna quest’anno non se la sta filando nessuno (o quasi). A richiamare l’attenzione su questa giornata internazionale, nel silenzio pressoché generale a riguardo, è stata Pro Vita & Famiglia Onlus, associazione che dichiara di operare in favore dei bambini, delle madri e dei padri, nonché di difendere il diritto alla vita dal concepimento alla morte naturale, promuovendo la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, e sostenendo la libertà e priorità educativa dei genitori. Pro Vita & Famiglia ha realizzato così, per l’otto marzo, enormi manifesti che recano uno slogan “volutamente politicamente scorretto e neo-femminista” che “vuole scatenare una seria riflessione sul ruolo delle donne oggi”.

Un altro 8 marzo è possibile?

Francesca Romana Poleggi, membro del direttivo della Onlus che ha organizzato il Congresso delle Famiglie di Verona, ha spiegato che l’importanza “della vera battaglia delle donne per le donne”, ovvero “poter crescere un figlio senza rinunciare al lavoro oppure da casalinghe, perché c’è uno Stato che ha cura dei nuclei familiari e li tutela. Non siamo bestiole rare che hanno bisogno di essere festeggiate: non abbiamo bisogno dell’8 marzo per andare a cena fuori con le amiche”. Poleggi ha inoltre denunciato: “Ci hanno fatto credere che la contraccezione, il divorzio e l’aborto servissero a renderci più libere ed emancipate, ma non ci hanno mai detto degli effetti collaterali. Diciamo no, grazie: essere emancipate non vuol dire svilire la nostra dignità”.

Maria Rachele Ruiu, mamma del secondo figlio da pochi giorni e anche lei membro del direttivo Pro Vita & Famiglia, ha poi precisato: “Non siamo generose se affittiamo il nostro utero per far crescere un bambino da consegnare ad altri, né se vendiamo il nostro corpo per gli altri. Questa non è libertà, sono abusi inaccettabili: è la nuova schiavitù e lo dico alle femministe di ‘Non una di Meno’ che difendono l’utero in affitto e sex working e di fatto vorrebbero censurare le tantissime donne che la pensano diversamente da loro”.

Gli uomini alleati delle donne

Secondo Ruiu “gli uomini non sono nemici, ma i nostri migliori alleati, anche nella giustissima lotta contro le violenze. La nostra difesa e libertà non possono passare da un indottrinamento ideologico schizofrenico che da una parte ci mette in continua contrapposizione con loro, dall’altra ingiuria chi afferma che solo le donne possono partorire (o avere le mestruazioni)”. Pro Vita & Famiglia ha voluto mettere in guardia infine da “chi vuole liberare le donne dallo stereotipo della moglie devota e della madre affettuosa, salvo poi sbatterle mezze nude in TV, al cinema, sui giornali, come pezzi di carne in vendita”, ribadendo “il diritto delle donne di essere liberate da questa propaganda e di coltivare un’alleanza leale e paritetica con gli uomini”.

Alessandro Della Guglia

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2 Commenti

  1. Infatti gli uomini sono alleati delle donne, e appoggiano qualunque proposta per proteggerle. Il problema è che le donne non sono alleate degli uomini! Un altro 8 marzo è possibile? Sì, basta che smettiate di farci la guerra.

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