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Cesena, 24 gen – Fortunato Peron è il patron della Celox Trade. Anzi, lo era, perché la Celox ha dovuto chiudere, strozzata dagli sconti imposti unilateralmente e fuori contratto dalla Coop Adriatica dal 2008 al 2014 sulle forniture di pere di alta qualità, regolarmente applicati per un totale intorno a 600mila euro, corrispondenti a circa il 35% del prezzo di listino, al costo di grandi sacrifici aziendali, fino alla disdetta del contratto, applicata dalla stessa coop e piombata come un fulmine a ciel sereno dopo la campagna 2014-2015. Il problema, come riferito dalla conduttrice della nota trasmissione Report (attualmente “in vacanza”) Milena Gabanelli al Corriere della Sera, è che la Celox era legata mani e piedi alla Coop Adriatica, tanto che il suo fatturato nel 2012 – intorno a cinque milioni di euro – era per il 72% riferibile proprio al gigante delle cooperative. La stessa azienda era inoltre specializzata su un’unica fornitura, le pere appunto,  mancando quindi della possibilità di diversificare il business e le fonti di introito.

Dall’altra parte si parla di un vero colosso: come riporta Il Giornale, dalla fusione di Coop Adriatica, Coop Estense e Coop Consumatori Nordest è da poco nata Coop Alleanza 3.0, che con 2,7 milioni di soci, quasi 5 miliardi di fatturato e oltre 22mila dipendenti, 56 ipermercati, è la più grande d’Italia e, per numero di soci, d’Europa. Una Coop molto renziana: oltre a detenere il 20% del gruppo assicurativo Unipol, possiede anche il 13,3% di Eataly distribuzione, organizzatrice dell’Expo milanese, i cui successi sono stati più propagandistici che nei numeri e soprattutto rispetto alla dubbia funzione di promozione del Made in Italy. Con il patron di Eataly e intimo amico del premier Renzi, Oscar Farinetti, Coop Adriatica fa grandi affari, a partire da Eataly World a Bologna, che ha usufruito dal Comune, sempre secondo Il Giornale, di un’area attrezzata valutata 55 milioni di euro, oltre a 100 milioni di euro pubblici.

Black Brain
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Fortunato Peron, patron della Celox strozzata da Coop Adriatica, ultimo a destra, nel 2013 quando era candidato alla Camera per Futuro e LIbertà

Fortunato Peron invece non era della famiglia: nel 2013 egli fu infatti candidato alla Camera dei Deputati per Futuro e Libertà, l’allora creatura di Gianfranco Fini. Probabilmente non c’entra niente, ma chi lo sa… In ogni caso, Peron si era rivolto all’Antitrust contro la politica commerciale della Coop Adriatica, che alla fine è stata multata per abuso di posizione dominante in ragione della somma di 49mila euro, cioè bruscolini e salvo ricorso già annunciato, in quanto – si legge nella sentenza – “gli sconti, ingiustificatamente gravosi, non appaiono l’esito di una trattativa, ma risultano imposti da Coop Italia al proprio fornitore, indotto ad accettare nel timore di compromettere il proprio consolidato rapporto con il cliente, con conseguente perdita di tutto il proprio investimento. Negli anni 2012, 2013, 2014 si evidenziano sconti incondizionati» in fattura e fuori fattura, e contributo per le attività di comarketing… che andavano a sommarsi a quelli contrattuali, sottoscritti dal fornitore a inizio anno, costringendo di fatto Celox a riconoscere al proprio cliente, nel corso della stagione di fornitura, ribassi, non preventivati né preventivabili, che complessivamente arrivavano attorno al 35% del prezzo di listino”. Dalla stessa inchiesta dell’autorità garante della concorrenza risulta anche che a sentirsi strozzati da questa pratica sono molto altri fornitori: non un caso isolato, dunque, ma una pratica diffusa.

Fatto sta che il cinismo di un attore incombente quale la Coop Adriatica, oggi fusa nella Coop Alleanza 3.0, in contravvenzione al suo stesso codice etico – dove si legge tra l’altro che “in fase di definizione dei contratti Coop Adriatica e i suoi fornitori forniscono tutte le informazioni che mettano entrambi i soggetti nelle condizioni di eseguire correttamente gli impegni assunti evitando ogni fraintendimento” – può essere ricondotto alla pratica consolidata del trasferimento verso la base produttiva delle conseguenze nefaste della spirale deflattiva a sua volta legata al crollo della domanda e questa stessa alla stagnazione o regresso delle retribuzioni e delle pensioni: se la clientela richiede prezzi sempre più bassi, al produttore sono imposti sconti progressivamente più elevati, fino a che questo salta e viene sostituito da altri che eventualmente riescano a comprimere i costi di produzione. Chi sa, magari utilizzando quote maggiori di immigrati ricattabili e contratti di lavoro più precari. Può essere anche attraverso questo meccanismo perverso che al sistema delle coop l’immigrazione incontrollata porta un beneficio assai consistente, ovviamente a scapito di tutto il resto dell’economia reale nazionale. Questo è il mondo di Renzi.

Francesco Meneguzzo

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1 commento

  1. Sfortunato Fortunato. Quando c’era la DC almeno erano in due a far danni, ora c’è il monopolio anche il quel settore

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