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Roma, 21 feb – Il coronavirus fa paura, un sentimento del tutto comprensibile visti i tremendi effetti e la diffusione dei contagi a livello internazionale. A livello economico i primi pesanti impatti si sono verificati a livello commercio e hanno inevitabilmente investito gli scambi con la Cina. Ma gli effetti negativi si stanno facendo sentire anche nel settore turistico. Stando infatti a una statistica elaborata a febbraio dal sito specializzato Facile.it, sono 1.830.000 gli italiani che hanno deciso di annullare viaggi che avevano in programma nei prossimi tre mesi, anche se nella gran parte dei casi la meta non era la Cina.  Scelta meno drastica, ma in ogni caso piuttosto emblematica, per 2.530.000 italiani che non hanno rinunciato a partire, optando però per un cambio di destinazione. Fra questi, il 26,7% aveva in programma un viaggio all’estero: il 14,4% in Asia, il 5,1% in Africa e il 11,6% in Europa.

Coronavirus, il pesante impatto sul turismo

La paura del virus ha colpito duramente anche le agenzie di viaggio. Stando ai dati diffusi da Assoviaggi Confesercenti, da quando è scattato l’allarme virus, circa il 50% delle agenzie ha subito cancellazioni e ha dovuto poi rimborsare i viaggiatori: nel 48% dei casi la pratica di rimborso è stata inferiore ai mille euro, nel 37% tra i mille e i 5mila euro, mentre per il restante 15% è stata superiore ai 5mila euro. Per quanto riguarda le destinazioni, le agenzie fanno sapere che il 20,3% delle cancellazioni riguarda proprio i viaggia in Cina e il 32% altre mete asiatiche. Ma non sono pochi gli italiani che temono spostamenti anche in Europa: il 22% delle agenzie ha dovuto cancellare pratiche riguardanti Paesi Ue (Italia inclusa).

Un altro 26% ha dovuto fare la stessa cosa per quanto riguarda prenotazioni di viaggi in altri continenti. Oltre alle cancellazioni si sono però verificati anche molti cambiamenti di meta: il 44% delle agenzie ha ricevuto richieste di riprogrammazioni. In tutto questo è ovvio il danno economico per i lavoratori del settore turistico, con la gran parte delle agenzie che affermano di subire rallentamenti nell’andamento delle prenotazioni rispetto allo scorso anno.

Eugenio Palazzini

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