Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 21 feb – «Presentiamo un esposto denuncia contro il presidente Rossi. Che non facendo tutti i controlli necessari su chi rientra dalla Cina mette a rischio la salute dei cittadini toscani e accusa chi lo critica, scienziati e medici compresi, di essere un “fascioleghista”». Matteo Salvini non fa sconti al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, in quota Pd. Rossi, che piuttosto di apparire come razzista, sta minimizzando il problema del contagio, ha assicurato che le misure di monitoraggio adottate dalla Toscana (un centro diagnostico a Osmanoro e nessun obbligo di quarantena) sui 2.500 cinesi di rientro dal Capodanno sono più che sufficienti; entrando per questo in aperto contrasto con il virologo Burioni, di tutt’altro avviso sulla pericolosità del Covid-2019 e che da giorni caldeggia la necessità di quarantenare tutti coloro che rientrano dalla Cina.

I 6 contagiati in Lombardia devono aver offuscato temporaneamente la serenità e l’ottimismo del presidente toscano, il quale ha accuratamente evitato di commentare su Facebook la notizia. Chi invece ha commentato, auspicando un interessamento dei politici, è stato proprio Burioni: “Le ultime notizie mi portano a ripetere per l’ennesima volta l’unica cosa importante. Chi torna dalla Cina deve stare in quarantena. Senza eccezioni” ha scritto. E aggiunge, allarmato: “Spero che i politici lo capiscano, perché le conseguenze di un errore sarebbero irreparabili”.

Ci ha pensato Salvini a raccogliere l’appello dell’immunologo: «Sto rientrando in Lombardia per l’emergenza, farò un salto in Regione, a ora di pranzo, perché la situazione è preoccupante. Perché, non sta a me dirlo, non c’è un contagiato ma più di uno. Tutti localizzati nella stessa località e il problema è che erano in giro da giorni, in Lombardia e non solo». E conclude: «Se stai in giro per giorni e giorni, quante persone hai incontrato? Se sono 3 casi, sono 3 casi. Però abbiamo visto che è virale questa bestia…».

Cristina Gauri

2 Commenti

Commenta