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Roma, 4 mar – Un’imbarazzante incapacità decisionale, unita a una fantozziana comunicazione. E’ quanto mostrato oggi dal governo giallofucsia, sempre più allo sbando nel gestire l’emergenza sanitaria. Dopo una serie di ordini e contrordini, alla fine il ministero dell’Istruzione è riuscito a prendere una decisione (ammesso che non cambi di nuovo idea): le scuole italiane rimarranno chiuse fino al 15 marzo. “Per il governo non è stata una decisione semplice, abbiamo aspettato il parere del comitato tecnico scientifico e abbiamo deciso di sospendere le attività didattiche da domani al 15 marzo”, ha dichiarato il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina parlando a Palazzo Chigi.

Un’attesa perpetratasi fino al tardo pomeriggio, con l’ufficialità del ministero arrivata dopo le ore 18. Nel frattempo in tutta Italia si è scatenato il panico, con genitori, studenti e amministratori locali spiazzati e dunque impossibilitati a organizzarsi al meglio per domani mattina. Come si può pensare di gestire così la comunicazione? Obbligare gli italiani ad attendere fino al tardo pomeriggio significa creare loro una serie infinita di problemi, eppure il governo non sembra neppure rendersi conto del disagio (generoso eufemismo) causato.

“Ci stiamo muovendo con la massima celerità”

“Noi della trasparenza abbiamo fatto sempre la nostra regola d’azione, verità e trasparenza”, ha detto laconico il premier Giuseppe Conte parlando a Palazzo Chigi. Secondo il primo ministro “era stato chiesto al comitato tecnico-scientifico un ulteriore approfondimento”. Di conseguenza “la notizia che è fuoriuscita è stata totalmente improvvida”. E a noi che al contrario sembra tutto grottesco, perché la notizia non è uscita dal cilindro di qualche burlone ma da fonti ministeriali che hanno diffuso un novero di informazioni antinomiche.

Ci stiamo muovendo con la massima celerità e determinazione a tutela dei lavoratori pubblici e privati. È in fase di definizione una norma che prevede la possibilità per uno dei genitori, in caso di chiusura delle scuole, di assentarsi dal lavoro per accudire i figli minorenni. Ne ho già parlato con il Ministro Gualtieri e gli altri Ministri competenti: faremo tutto quello che è necessario per ridurre al massimo i disagi”, ha dichiarato  il viceministro all’Economia Laura Castelli. Sì, ha detto proprio “massima celerità”.

Alessandro Della Guglia

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