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Roma, 5 mar – Meglio un eccesso di prudenza che il pensiero di non aver fatto tutto il possibile. E’ questo il ragionamento del premier Giuseppe Conte e del governo giallofucsia dietro la decisione senza precedenti di chiudere le scuole in tutta Italia da oggi al 15 marzo. Decisione che è arrivata dopo un indegno balletto di anticipazioni e smentite, prova provata di una maggioranza tutt’altro che coesa e convinta di quello che fa (per non parlare della totale assenza di logica e buon senso sul piano comunicativo): alla fine, ieri sera, l’ufficialità di Conte ha gettato il Paese nello sconforto. Il coronavirus sembrerebbe fare più paura al governo che agli italiani, a quanto pare. E fa più paura a Conte e compagni che allo stesso comitato di esperti a cui si è affidato la maggioranza giallofucsia. Sì, perché anche se ieri a più riprese – a partire dal ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina – il governo ha precisato che la decisione sulla chiusura delle scuole sarebbe dipesa dal parere degli esperti, alla fine a Palazzo Chigi se ne sono infischiati. Soprattutto del danno economico incalcolabile di una misura del genere.

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Per il comitato di esperti la chiusura è inutile

Infatti si scopre che il comitato scientifico istituito da Conte ha bocciato la chiusura di scuole e atenei. “Mancano le evidenze scientifiche sull’efficacia della chiusura delle scuole ai fini di un contenimento dei contagi da coronavirus“, affermano gli esperti. I membri del comitato tecnico scientifico nominato dalla Protezione civile, con esperti di ministero alla Salute, Istituto superiore di sanità e Consiglio superiore di sanità, hanno espresso all’unanimità perplessità sulla decisione presa. “Si tratta di un virus nuovo, per questo il governo ha deciso di agire adottando il principio della massima precauzione”, fanno sapere da Palazzo Chigi commentando la posizione del comitato scientifico, secondo la quale, appunto, non ci sarebbero evidenze scientifiche sufficienti che supportino la decisione di interrompere le attività didattiche. Al massimo, obiettano, potrebbe funzionare se la chiusura fosse più prolungata, addirittura di due mesi.

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“È evidente che ora non ci siano evidenze scientifiche ma – obiettano sempre da Palazzo Chigi – occorre puntare a qualsiasi iniziativa che contribuisca a rallentare la diffusione del virus”. Eppure, per gli esperti, aver chiuso le scuole non è altro che un eccesso di prudenza. Oltre al danno, la beffa insomma.

Adolfo Spezzaferro

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