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La Raggi ora vuol dare un patentino ai rom che rovistano nei cassonetti

by Davide Romano
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Raggi patentino rom rovistano nei cassonettiRoma, 7 feb – Dopo le promesse della campagna elettorale sul “superamento dei campi rom” e la parziale marcia indietro con il conseguente stanziamento di 12 milioni di euro, proprio indirizzati alla gestione dei suddetti campi, la nuova mossa del Campidolgio a 5 Stelle per affrontare la questione rom è l’assegnazione di un patentino, con la creazione di un vero e proprio albo, riservato a chi rovista nei cassonetti e “ricicla” rifiuti. L’idea del patentino è contenuta nella bozza provvisoria del piano rom elaborato dal dipartimento Politiche Sociali dell’assessore Laura Baldassarre. Altro che lotta al degrado, chi rovista tra i rifiuti, spesso poi spargendone buona parte in strada, non solo non sarà multato, ma riceverà un riconoscimento da parte del Comune. La parola magica con cui viene giustificato questo futuro provvedimento è “occupazione”, che a detta della Baldassarre sarà “il nodo centrale del progetto”.

Nella bozza di piano, come riportato dal Messaggero, si elencano le varie possibilità lavorative per i rom: “Mercatini dell’artigianato previa autorizzazione e rilascio patentino riservato a sgomberi cantine”, “creazione ditte individuali o cooperative miste di servizi, accesso al sistema di microcredito”, “regolarizzazione temporanea dei riciclatori previa autorizzazione e rilascio patentino”. L’aspetto più incredibile di questo possibile piano, risiede nel fatto che nel documento si riconosce l’effettiva illegalità della pratica del rovistare nei cassonetti, ma visto che le sanzioni amministrative non vengono pagate e che sottrarre le merci finirebbe per privare i rom dell’unico mezzo di sostentamento, bisogna regolarizzare questo fenomeno. Praticamente una vittoria su tutta la linea per i rom, premiata la loro “scelta” di non pagare le multe con una regolarizzazione di un’attività prima ritenuta illegale.

Il Comune di Roma sottolinea che l’attività di riciclatore dovrà essere un’occupazione a “esaurimento” e riservata agli adulti residenti da anni a Roma, con difficoltà nel trovare un impiego diverso. Nel documento si parla anche di “professione aperta anche ai non rom” (precisazione a metà tra l’inutilità e il razzismo). Nella bozza di piano si conclude che “chi pratica attività criminali, in genere non pratica la raccolta del ferro”. Andrà a finire che dovremo anche ringraziarli questi rom, che invece di rubare si limitano a rovistare nei cassonetti e a spargere rifiuti per strada, mentre ci mostreranno con orgoglio il patentino di “ricilatore” rilasciatogli dalla Raggi.

Davide Romano

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