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accoltellatore Milano progettava attentatoMilano, 23 mag – Ismail Tommaso Ben Yousef Hosni, l’italo tunisino che il 18 maggio scorso ha accoltellato due militari e un agente della Polfer alla stazione centrale di Milano, stava progettando un attentato. L’indiscrezione raccolta dal Primato Nazionale circola da qualche giorno negli ambienti delle Polizia Ferroviaria di Milano. Sul suo telefono, oltre ai video inneggianti all’Isis, sarebbero state trovate foto di alcuni agenti della Polfer della stazione centrale e del loro gabbiotto, possibile obiettivo di un attentato terroristico.

Anche la reazione immediata e violenta di Hosni nei confronti degli agenti che stavano effettuando un semplice controllo, sarebbe dovuta al fatto di essersi sentito “scoperto” nei suoi veri intenti. Il timore di un attacco e il nervosismo sarebbero crescenti tra gli agenti della Polizia Ferroviaria di Milano, che hanno capito di essere possibili bersagli dei terroristi. In questi mesi in più di un’occasione dall’Ministero dell’Interno sarebbe arrivata la comunicazione di un probabile attacco terroristico e l’allerta è stata ai massimi livelli per diverse settimane. Nonostante il tentativo da parte di alcuni media di far passare l’attacco di Hosni come il gesto di uno squilibrato e il fatto che non fosse nell’elenco degli aspiranti terroristi radicalizzati della Digos e della Questura di Milano, appare sempre più evidente il legame tra l’accoltellatore e l’estremismo islamico. Sul suo profilo Facebook ha condiviso ed elogiato un inno dell’Isis, mentre negli ultimi mesi la scelta di farsi crescere la barba, senza i baffi, fa pensare ad un suo possibile percorso di “radicalizzazione”.

Il Questore di Milano, Marcello Cadorna ha dichiarato che Hosni, “non è assolutamente uno squilibrato”. Anche le modalità della sua aggressione, in cui è riuscito ad accoltellare e ferire due militari e un agente, fanno dedurre che il soggetto sia quantomeno determinato (e che possa avere una qualche “preparazione”). Determinazione confermata anche dal Gip che disposto la convalida dell’arresto con queste motivazioni: “Non ha mostrato alcuna forma di rivisitazione critica del fatto commesso“, mentre nei suoi confronti è stato aperta anche un’indagine per “terrorismo internazionale”.

Davide Romano

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