american-sniper03Roma, 16 gen – È un sottoufficiale del Goi, il gruppo operativo incursori della Marina Militare italiana, che si è aggiudicato il gradino più alto del podio nella competizione internazionale di tiro di precisione ICASD (International Concentration for Advanced Sniping).

Il contest tenutosi nel mese di ottobre a Artà, in Gibuti, ha visto sfidarsi le élite militari del mondo, in una esercitazione volta a testare le capacità degli sniper delle diverse forze speciali. A contendersi il titolo di “miglior cecchino” soldati dei Commando Hubert e Mont Fort della marina francese, CPA 10, 1° RPIMA, il GIGN, gruppo speciale della polizia francese, i famosi Navy Seals americani e i nostri del G.O.I., arditi incursori di marina e 9^ Rgt. Col Moschin.


Considerando l’altissimo livello di preparazione dei contendenti in campo la competizione si è trasformata in un confronto ad altissimo livello tecnico operativo.

Cosi nello scenario desertico e roccioso di Artà i ventisei sniper, a coppie, si sono misurati per quindici giorni dall’ alba a notte fonda in diverse attività: tiri di interdizione, tiri di soppressione su lunghe distanze, tiri da elicottero, percorso di assalto, tiro a distanze sconosciute (unknown distance game), tiro angolato a lunga distanza con tutti i calibri dotazione italian-navy-specop-pride-at-djibouty-sniper-compatition-danilo-amelotti-21(5,56 ; 308; 338; 50BMG; 9mm).

Una prova dura che però rispecchia tutte le possibilità operative in cui uno sniper è chiamato ad operare.

Al termine della competizione, il miglior piazzamento è stato per il nostro sottufficiale di marina che si è messo dietro Navy seals e Gign francesi raccogliendo il plauso della marina italiana.

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Alberto Palladino

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Alberto Palladino
Nato a Roma, classe 1987. Studia Scienze storiche e cooperazione internazionale all’università Roma 3 e da qualche anno ha iniziato a percorrere la strada professionale del reporter. Fino ad oggi, nonostante le difficoltà che incontra chi lavora in questo settore da indipendente, è riuscito a coprire alcuni degli scenari di crisi più importanti di questi ultimi anni provando a raccontare, fra gli altri, la secessione in Ucraina e la guerra antiterroristica in Siria. Collabora con importanti testate nazionali e straniere. Ha realizzato reportage dal Kosovo, embedded con la missione italiana, dall’Azerbaijan e dai luoghi di eventi importanti e tragici come gli attacchi di Parigi. Ha collaborato alla realizzazione di progetti umanitari con la onlus Solidarité Identités e la onlus Popoli in molti dei Paesi da cui poi ha scritto per questa testata: Kosovo, Birmania, Siria. Ha viaggiata nella Siria devastata dal terrorismo scattando foto e aiutando i bisognosi, sublimando al massimo la sua vocazione. Per il Primato Nazionale anima la redazione esteri e propone i suoi scatti fotografici per far aprire gli occhi ai lettori, perché è persuaso che nel mondo di oggi non è più sufficiente guardare, bisogna vedere.

3 Commenti

  1. Mi dispiace contradire molte fonti, in Libano nel 1987 vi era un tenente Italo-francese che sparo ed uccise piu di 300 nemici e questo con tiro notturno a distanza di 500/600 metri in un periodo di 6 mesi. Aveva solo 19 anni. ho avuto occasione di incontrarlo a Drakar nel campo francese e posso dire con certezza delle sue geste perche mi occupavo in neutrale del archivio sparo… Scusate il mio italiano.
    ho saputo in seguito che nel 1999 in Kosovo a colpito ancora pero non posso dare ciffre e so per certo che e stato spedito in afghanistan qualche anno dopo. ricordo le iniziali che aveva sulla mimetica JMF di piu non ho mai saputo. Dunque a voi americani ed altri per patriotismo o no avete molta strada da fare ancora.

  2. I maro’ sono gli uomini del San Marco, non gli incursori del G. O. I.

    X yiri.
    L’articolo parla di fatti recenti e dimostrabili, non di leggendari personaggi. I francesi non sono arrivati primi, non avevano nessun “jmf” a farli vincere. E soprattutto non siamo americani ne’ abbiamo bisogno di chi ci dia indicazioni su “strade da fare”.

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