Palermo, 23 ott – Al via la prima udienza per il processo Open Arms: Matteo Salvini e l’avvocato Giulia Bongiorno al Carcere Pagliarelli di Palermo, chiesto l’interrogatorio dell’ex ministro dell’Interno. Salvini è imputato di sequestro di persona e omissione di atti d’ufficio per aver vietato lo sbarco di 147 clandestini a bordo della nave Ong spagnola Open Arms. Presenti in aula il procuratore Francesco Lo Voi, l’aggiunta Marzia Sabella e il pm Geri Ferrara. Il tribunale è presieduto da Roberto Murgia. Vietato l’ingresso delle telecamere in aula. Mentre i giornalisti sono stati fatti accomodare nell’aula accanto e possono assistere all’udienza solo attraverso la diretta sugli schermi. Blindata l’aula bunker. Polizia e carabinieri presidiano la zona limitrofa.



Processo Open Arms, procuratore chiesto interrogatorio di Salvini

All’inizio dell’udienza la procura di Palermo ha chiesto al tribunale l’interrogatorio del leader della Lega. Tra le richieste probatorie anche le testimonianze dell’ex premier Giuseppe Conte e dell’attuale ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. “Qui Aula di Giustizia del carcere di Palermo. Il processo voluto dalla sinistra e dai tifosi dell’immigrazione clandestina comincia: quanto costerà ai cittadini italiani?“. Così su Twitter Salvini, postando un suo selfie dal tribunale, con tanto di gabbia e sbarre alle sue spalle.

Le richieste della procura

A prendere per primo la parola è stato il procuratore Lo Voi che ha annunciato l’acquisizione di 59 documenti, tra cui relazioni psicologiche e mediche delle persone a bordo della nave Ong Open Arms e alcune mail. Chiesta anche l’acquisizione delle comunicazioni intercorse tra le autorità coinvolte nella vicenda dal momento dalla prima richiesta di porto sicuro avanzata dalla nave allo sbarco a Lampedusa, e poi il decreto ministeriale che sancì il divieto di ingresso della Open Arms con i 147 clandestini a bordo. Ancora, gli atti della procura dei minori sulla presenza dei minorenni a bordo. Chiesta anche l’ammissione di una serie di atti come la decisione del Tar che annullava il divieto di sbarco deciso dal Viminale, i verbali della polizia scientifica sulle condizioni degli immigrati irregolari a bordo della nave, la sentenza del Gup di Siracusa che ha assolto il comandante della Open Arms in un altro processo.

Bongiorno: “L’Italia non era competente ad assegnare il porto sicuro”

L’Italia non era competente ad assegnare il porto sicuro“: così l’avvocato Bongiorno in aula durante il suo intervento. Secondo la difesa sarebbe stata la Ong spagnola Open Arms a “commettere delle violazioni”. La legale ha anche fatto sapere che intende portare in aula il diario di bordo della nave della Ong. “Questi e altri documenti dimostrano che c’era una linea di governo su questi temi”. Chiesta inoltre la produzione della sentenza di non luogo a procedere emessa dal Gup di Catania Nunzio Sarpietro nell’ambito dell’inchiesta per sequestro di persona per la nave Gregoretti. Infine, la Bongiorno ha chiesto la mail “dalla quale risulta che Open Arms dopo avere denunciato problemi di salute di alcuni migranti soccorsi non ha indicato chi stava male e così non ha permesso gli sbarchi”.

Adolfo Spezzaferro

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