La fontana dei quattro mori, simbolo di MarinoRoma, 21 mag – Sbarcano anche in provincia le tematiche, sempre più attuali, riguardanti i centri di accoglienza per profughi. Dopo che negli scorsi mesi era stato annunciato l’arrivo di 700 profughi da distribuire nel territorio dei Castelli Romani, senza lasciar trapelare alcuna indiscrezione su date e luoghi, i cittadini residenti nel comune di Marino si ritrovano oggi a dover ospitare 78 profughi arrivati senza alcuna forma di preavviso ufficiale.

Cifre simili per il comune di Velletri che ne dovrà ospitare 79 mentre ad Albano giungeranno 61 rifugiati, a Ciampino 57, a Genzano 36, a Frascati 33, a Grottaferrata 30, ad Ariccia 29, a Rocca di Papa 25, 20 a Lanuvio e Lariano, 13 a Castel Gandolfo, tre a Nemi.Cartello affisso dai residenti

Le polemiche sono sorte specialmente nel comune di Marino, dove i residenti delle palazzine appena appresa la notizia si sono riuniti per protestare contro questa decisione che, secondo l’amministrazione, è stata imposta dall’alto.

L’assegnazione degli immobili in questione è stata regolata da un bando del ministero degli Interni al quale ha partecipato la cooperativa che aveva precedentemente affittato le palazzine destinate all’accoglienza.

Il comune, secondo l’ex sindaco ed attuale consigliere regionale Adriano Palozzi, è stato informato all’ultimo minuto e senza alcun tipo di preavviso. Il vicesindaco De Santis ha chiesto uno stop del prefetto mentre il senatore Gasparri ha presentato un’interrogazione ad Alfano per bloccare le procedure in atto.

Le palazzine sono già abitate da alcune famiglie italiane che, dopo aver acquistato casa e aperto un mutuo, rischiano di ritrovarsi a vivere in un centro di accoglienza contro la loro volontà (“Dopo aver comprato casa ci troviamo in un ostello, si legge in uno dei cartelli appesi dai residenti”).

Nel frattempo è già alta la tensione: le palazzine sono state rese attualmente inagibili mentre i residenti annunciano che continueranno a protestare per far sì che il comune non si faccia carico di questi 78 profughi, cifra altissima in proporzione al numero di abitanti di quella porzione centrale del paese.

In contraddizione con il sentire comune le dichiarazione del PDCI locale, secondo il quale “i sentimenti storici e profondi delle popolazioni marinesi sono di accoglienza e antifascismo […] su questi delicatissimi temi, su queste drammatiche vicende, occorre un linguaggio chiaro e da spartiacque: l’assistenza, l’accoglienza, la dedizione solidale vanno assicurati” scagliandosi contro un malessere popolare giudicato xenofobo e razzista. La problematica dei centri di accoglienza, con tutte le conseguenze ed i dibattiti politici del caso, sembra non riguardare più solo le periferie Romane ma anche la provincia ed i Castelli Romani che, fino ad ora, erano stati raramente toccati dalla problematica.

Alessandro Bizzarri

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