Roma, 30 dic – Proprio ieri, il Primato Nazionale proponeva Anis Amri, lo stragista di Berlino, come “uomo dell’anno 2016”. Era, ovviamente, una provocazione per mettere in luce le contraddizioni dell’Occidente, come del resto i nostri lettori hanno facilmente capito. C’è, invece, chi l’elogio di fine anno ai terroristi lo ha fatto davvero, spacciando veramente dei tagliagole per degli idealisti dediti ad azioni samaritane. È il caso di Left, rivista il cui titolo esprime in modo esplicito la collocazione politica, ribadita anche da un chiaro sottotitolo (“sinistra senza inganni”). E chi ti vanno a designare come “eroi dell’anno” questi geni? I Caschi Bianchi siriani, ovvero i volontari della Syrian Civil Defense. Ecco la didascalia leggibile sulla pagina facebook di Left: “Abbiamo deciso di dedicare l’ultima copertina del 2016 ai Caschi Bianchi, civili che aiutano civili. Abbiamo intervistato il caposquadra di Aleppo”. Alt, chi sono questi Caschi Bianchi? Citiamo da un nostro vecchio articolo in cui facevamo luce su questi esimi benefattori:


Giorgio Nigra
5 comments
“sinistra terminale” è la definizione dell’anno,una delle più emblematiche e riassuntive di sempre.
Bravi !
Ci viene in soccorso Lenin quando parla di “utili idioti”
Left andreste ammazzati tutti! Merde!
Rastrellamenti, deportazione, sterminio.
Nessuna sorpresa, i sinistri sono legati sempre agli stessi alleati e appoggiano sempre le stesse cause:
Sovversione e terrorismo appoggiati da USA e GB
Dov’è la novità?
Andre