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Marco Prato

Roma, 13 mar – Emergono sempre nuovi particolari sulle 48 ore di follia, droga, sesso e violenza di Manuel Foffo e Marco Prato, l’animatore che Marco Pasqua, l’esperto di antifascismo e di mondo lgbt del Messaggero, ha definito “uno di noi”. Manuel ha chiesto al pm che indaga sull’omicidio di controllare e sequestrare i cellulari perché – come riportano i quotidiani – in quello dell’amico avrebbe visto immagini di abusi. “Ho visto cose orribili… Video nei quali sono ritratti stupri di donne e atteggiamenti pedofili, anche di bambini nel compimento di atti sessuali. Non fa parte di me andare in giro per cercare gente da stuprare. Le uniche fantasie che posso avere sono quelle di fare cose a tre”.

marco pasqua
Marco Pasqua

Emerge, inoltre, che poche ore prima di drogare e accanirsi su Luca Varani Prato, con la complicità di Foffo, Prato narcotizzò un altro giovane. “A casa sono venuti Giacomo, Alex, Riccardo e Luca – racconta Foffo al pm Francesco Scavo nel corso del secondo interrogatorio – Giacomo è amico di Marco, credo che lo abbia chiamato per necessità di soldi. Marco ha versato dell’EN, un medicinale tipo sonnifero, nel bicchiere di Giacomo. Non conosco la finalità di questo gesto ma lui si era assopito sul divano”. Giacomo, assieme ad Alex, che a verbale precisa di “aver rifiutato alcol e cocaina”, probabilmente scampa al massacro poi riservato a Varani.

Come nella famosa scena del film “Quei bravi ragazzi”, dopo avere ucciso quest’ultimo insieme al compagno di bagordi, inoltre, Foffo scese al piano di sotto nell’appartamento dove abitavano i genitori per chiedere alla madre “stracci e sapone” per pulire presumibilmente la scena del delitto. Il pm sta poi setacciando i tabulati dei telefoni per capire quante telefonate o messaggi i due avrebbero fatto a Varani prima di attirarlo nella trappola mortale. Allo stato risulta certo solo un messaggio recapitato a Varani con un offerta esplicita di denaro per unirsi a quello che era un festino a base di alcol e cocaina.

Giorgio Nigra

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5 Commenti

  1. In un paese sano, ripristinare la pena di morte e introdurre il reato di omosessualità dovrebbe essere un dovere etico.

  2. Concordo con Paolo .
    Dovrebbe essere immediatamente in funzione l’istituto della pena di morte.
    Non per i froci ma per chiunque si macchi di delitti come quello commesso a Roma. Frocio o non frocio, andrebbe ammazzato.

  3. Marco Pasqua, il grande cacciatore di tutto ciò che è nazi-fascista, gay? Questa mi era sfuggita,comunque ora capisco il grande livore di questo signore contro di noi.

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