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banca d'italia sedexRoma, 7 giu – Doveva essere +1.5%, sarà +1.1%. Taglio non elevato in valore assoluto, ma che in percentuale segna un ridimensionamento di oltre il 25%: il Pil proprio non sembra volercela fare, la ripresa c’è (almeno statisticamente) ma sempre asfittica ed incapace di imprimere una svolta all’economia nazionale.

A dare una sforbiciata alle previsioni di crescita, dopo il doppio ribasso da parte del governo – prima dal +1.6 all’1.3% e poi, con il Def, dall’1.3 all’1.2% – è, a questo giro, Banca d’Italia. “Nel primo trimestre di quest’anno il Pil è aumentato dello 0.3%, con un lieve rafforzamento rispetto alla fine del 2015”, spiegano da Via Nazionale. “Le più recenti informazioni congiunturali – continua la nota – indicano una crescita analoga per il trimestre in corso. In media d’anno il prodotto aumenterebbe dell’1,1% e accelererebbe all’1.2% sia nel 2017 sia nel 2018”. Parlare di “accelerata” con riferimento ad un aumento del +0.1% rispetto alle previsioni di quest’anno risulta un po’ azzardato, ma tant’è.

Ammesso, poi, che le previsioni siano confermate. Dall’inizio della recessione ad oggi abbiamo assistito ad una pressoché costante sequenza di ipotesi che mai una volta hanno poi, a consuntivo, confermato i numeri di inizio anno. Il 2016 non farà eccezione con la prospettiva – visto che non siamo ancora a metà anno – di una limata che porterà il Pil addirittura al di sotto dell’1%, come già successo lo scorso anno con l’indice fermo al palo ad un misero +0.8%.

Segnali non positivi, a conferma di quanto detto, arrivano dall’inflazione, che rimarrà “ancora pari a zero nella media di quest’anno per poi risalire solo gradualmente (allo 0.9 per cento nel 2017 e all’1.5 nel 2018)”, spiegano sempre da Banca d’Italia.

Filippo Burla

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