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Roma, 2 nov – Le chiusure anticipate, imposte dal governo, non danneggiano soltanto le attività commerciali direttamente coinvolte, ovvero bar e ristoranti. E’ chiaro che ad essere fortemente penalizzato è l’intero indotto. Come rilevato dalla Cna di La Spezia, ad esempio le lavanderie rischiano adesso il collasso, senza sostegni concreti. “Un settore silenzioso, poco conosciuto e di cui non si parla mai, eppure operoso e formato da 17.000 imprese, tra lavanderie tradizionali ed industriali, che generano un fatturato di oltre 2,5 miliardi e occupano quasi 50.000 persone”, spiega la Cna. Stando poi a quanto stimato da Assosistema Confindustria, l’anno 2020 terminerà con una perdita di circa 400 milioni di euro di fatturato e 5mila posti di lavoro in meno (in questo settore le lavoratrici donne sono il 65%) relativi alle lavanderie industriali.

Crollo del turismo

A danneggiare le lavanderie è pure la crisi del turismo, con molte strutture alberghiere semideserte, fallite o che rischiano di fallire. Mentre per quanto riguarda i ristoranti, come fatto notare da Marco Manchetti, presidente di Assosistema Confindustria, pesa molto anche la riduzione dei coperti dovuta all’obbligo di distanziamento tra i tavoli. In particolare nelle città d’arte si è verificata un’impressionante flessione, a causa dell’assenza di turismo internazionale, del congressuale e della diminuzione degli spostamenti. Se confrontiamo settembre 2019 e 2020, a Milano e Roma è stato registrato un drammatico -64%, a Firenze -45% e a Napoli -49%. Ma il calo nell’ultimo trimestre, secondo Assosistema, potrebbe superare il 60% in tutte le città d’arte.

Lockdown da evitare

Anche per questo è da scongiurare in ogni modo l’ipotesi di un nuovo lockdown, visto che già nel mese di aprile si è verificato un picco da -94%. “Servono aiuti che fino ad ora non sono ancora stati contemplati nemmeno nell’ultimo Decreto Ristori – dice Marchetti, che si rivolge al ministero del Turismo – per la sopravvivenza delle imprese e la conservazione dei posti di lavoro dell’intera filiera del turismo, incluse le lavanderie industriali, che rivestono un ruolo centrale nel garantire ai clienti e ai ristoratori la sicurezza igienica necessaria soprattutto in un momento come quello che stiamo vivendo”.

Alessandro Della Guglia

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