
Nata nel 1922 con il capostipite Pilade, la Riello inizialmente produce bruciatori. Negli anni ’70 fa il suo ingresso nel mercato del riscaldamento domestico, per poi imboccare fra ’80 e ’90 un sentiero di rapida crescita fatta anche di acquisizioni internazionali. E’ del 2000 la cessione del 50% della società al fondo d’investimento Carlyle, scelta della quale la famiglia si pente arrivando, nel 2004, al riacquisto della quota. E’ da quell’anno che cominciano i problemi: il riacquisto avviene infatti a debito, grazie ad importanti finanziamenti concessi da un gruppo di sette istituti, fra i quali UniCredit e Intesa Sanpaolo. Ad oggi l’esposizione nei loro confronti è ancora di 420 milioni, tale da costringerle (pesano anche le nuove norme sulla vigilanza) a ridimensionarla. Ecco spiegata l’acquisizione: United Techonologies si farà carico anche del debito, garantendo la sua riduzione.
“Crediamo che il gruppo Riello, con i suoi marchi ormai affermati e la sua offerta di prodotti, costituisca una piattaforma eccellente per l’espansione di UTC Climate, Controls & Security nel campo del riscaldamento in Europa”, ha commentato Ross Shuster, responsabile operazioni internazionali di United Technologies. Si scrive “piattaforma eccellente per l’espansione”, si legge colonizzazione economica.
Filippo Burla