Berlino, 18 ott – L’ideologia “diritto-umanista”, ormai lo si è capito, è onnipervasiva. Non risparmia, cioè, alcun ambito della società. Neanche l’esercito. In Germania, per esempio, già qualche mese fa era stata annunciata la creazione di seminari sul gender e le forze armate. Il ministro della Difesa, Ursula von der Leyen, si era lamentata non solo delle discriminazioni di gay e transessuali nell’esercito, ma anche del loro esiguo numero tra le truppe. Una situazione inaccettabile, a quanto pare.

Ebbene, ora arriva il primo ufficiale transessuale al comando di un intero battaglione di 750 uomini. L’ex lui, ora lei, è il tenente colonello Anastasia Biefang, 43 anni, nuovo comandante della sezione IT delle forze armate germaniche, il cosiddetto “cyber-esercito”. Biefang, figlio di un veterano, si è arruolato 23 anni fa, quando era ancora un uomo. Ma negli anni si è accorto che, nel suo ruolo di marito e soldato, non si sentiva a suo agio e percepiva che stava reprimendo il suo lato femminile: “Ero infelice, non volevo continuare a vivere così”.


E così Biefang, vedendo che nelle forze armate erano già presenti dei transessuali, ha preso coraggio, ha lasciato la moglie, ha fatto la terapia ormonale e, infine, si è sottoposto all’operazione. Una volta divenuto Anastasia, il tenente colonnello racconta di essere stato subito accettato dagli altri, sia dal personale femminile che da quello maschile: “Se tutte le parti in causa sono ben disposte – spiega Biefang – è possibile gestire la situazione nella giusta maniera”.

Federico Pagi  

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