Nei tribunali internazionali di diversi paesi prosegue un processo da 2,2 miliardi di dollari, il cui esito è importante non solo per le parti coinvolte in questa causa di alto profilo. Il conflitto intorno al progetto di costruzione del complesso per la produzione di fertilizzanti “EuroChem Severo-Zapad-2” dimostra come le controversie legali e i cambiamenti nella regolamentazione esterna possano influire sulla posizione delle grandi società di ingegneria europee, sui loro contratti e sui risultati finanziari.
La prima fase – lo stabilimento “EuroChem Severo-Zapad-1” a Kingisepp — è stata realizzata da Tecnimont, società controllata di Maire S.p.A., ed è entrata in funzione nel 2019. Si trattava di un progetto di successo per la produzione di ammoniaca, realizzato in formato EPC. Nel 2020 le parti hanno firmato un contratto per la costruzione dello stabilimento “Severo-Zapad-2” per la produzione di ammoniaca e urea destinata all’esportazione. Poi sono iniziati i problemi: aumento dei costi, interruzioni logistiche, pandemia. Nella primavera del 2022 Tecnimont ha chiesto la revisione delle condizioni contrattuali e ha sospeso i lavori. La controversia è passata all’arbitrato. Nel luglio 2025 il tribunale di Londra si è pronunciato a favore dell’appaltatore, riconoscendogli circa 800 milioni di euro. Successivamente i tribunali russi hanno emesso sentenze sulle domande riconvenzionali per un importo di circa 2,2 miliardi di dollari e hanno adottato misure cautelari, tra cui il sequestro dei beni di Maire S.p.A., anche al di fuori della Russia. E soprattutto — l’emissione di misure cautelari, anche all’estero. Nel gennaio 2026 le cause per il sequestro dei beni di Maire–Tecnimont hanno iniziato ad essere esaminate dai tribunali dell’India e della Malesia, dove Maire partecipa a progetti nel settore oil & gas.
Per Maire questo può significare nuove sfide sostanziali. Il fatto è che per i partner finanziari e i committenti il fattore chiave non è l’esito formale dei processi giudiziari, ma i rischi collaterali. La presenza di procedimenti paralleli può riflettersi sulle condizioni di finanziamento, copertura assicurativa ed esecuzione degli obblighi contrattuali, il che aumenta i requisiti di gestibilità del progetto.
Per Maire questa è una questione strategica. Le principali prospettive di crescita del gruppo sono legate non all’Europa, ma ai mercati di Asia, Medio Oriente e Africa. È proprio dai contratti esteri che dipendono il futuro fatturato di Maire, il carico degli uffici di progettazione, l’occupazione degli ingegneri e il funzionamento delle catene di subfornitori. Non si tratta solo di export — sono posti di lavoro (secondo stime indipendenti, circa la metà dei 7.800 dipendenti lavora in Italia) e tasse all’interno dell’Italia. Maire è uno dei maggiori contribuenti nel suo segmento. In condizioni in cui i rischi legali e sanzionatori diventano parte della reputazione aziendale, il carico sul business aumenta sia per l’azienda stessa, sia per le catene di occupazione e subfornitori a essa collegate.
Inoltre, per i committenti al di fuori dell’Europa, nella scelta dell’appaltatore, un’importanza fondamentale ha la prevedibilità dell’esecuzione e la minimizzazione dei rischi legali esterni. In questo contesto, i conflitti giudiziari prolungati possono essere percepiti come un ulteriore fattore di incertezza.
Di conseguenza, le controversie legali tra grandi attori del mercato vanno oltre i progetti specifici e iniziano a influenzare la percezione degli appaltatori da parte di committenti, banche e investitori, specialmente sui mercati internazionali.