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Roma, 2 giu – Come in molte nazioni africane anche in Marocco la domanda di energia elettrica aumenta ogni anno ma, al contrario di tanti altri anche suoi vicini, non dispone di giacimenti di petrolio o gas naturale. Tale situazione crea grossi problemi non solo di tipo ambientale ma anche economici, visto che buona parte del deficit della bilancia commerciale è causato dalle spese sostenute per importare idrocarburi. Non deve quindi sorprendere che il governo si stia impegnando per promuovere l’uso di fonti energetiche alternative che hanno, tra i tanti vantaggi, quello di mettere al riparo le finanze dalle oscillazioni del prezzo delle materie prime.

Un Marocco “rinnovabile”

Negli anni settanta sono state costruite molte dighe per produrre energia idroelettrica, ma negli ultimi venti anni l’attenzione si è spostata sulle centrali eoliche e solari che cercano di sfruttare la presenza di venti costanti e di un clima abbastanza soleggiato. Il Marocco si è posto come obiettivo quello di portare la percentuale di energia rinnovabile prodotta per un ammontare del 52% del totale per il 2030 e del 100% per il 2050.

La futuristica centrale di Ouarzazate

Di recente a Ouarzazate è stata inaugurata una nuova centrale solare che però non usa i pannelli fotovoltaici, ma si basa sulla tecnologia dell’energia solare concentrata. Questo sistema usa degli specchi a forma di parabola che concentrano i fasci di luce, dirigendoli verso dei contenitori cilindrici in cui si trova del sale fuso. Il calore dei raggi solari riscalda il sale a temperature elevate, permettendo all’impianto di continuare a produrre elettricità anche dopo il tramonto, aumentandone così l’efficienza.
Questo sistema piuttosto innovativo ma non è l’unico, visto che in Marocco è in via di realizzazione un’altra centrale da 800 megawatt – dovrebbe entrare in funzione nel 2022 a Midelt – che utilizzerà sia i comuni pannelli fotovoltaici sia l’energia solare concentrata. La particolarità di questa centrale è che l’energia prodotta coi pannelli solari non verrà immagazzinata in batterie ma sarà usata per riscaldare il sale fuso, grazie al cui calore verrà prodotto vapore ad alta temperatura usato nelle turbine per generare a sua volta elettricità.
Giuseppe De Santis

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