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Washington, 2 giu – Due persone sono rimaste uccise durante i disordini a Chicago nel settimo giorno di proteste per la morte di George Floyd, l’afroamericano ucciso dalla polizia a Minneapolis lo scorso 25 maggio. Ancora non è chiara la dinamica dell’episodio. Sono oltre 60 gli arresti. Migliaia di americani, sfidando il coprifuoco, sono scesi in strada in numerose città americane per protestare. La situazione è grave. Almeno 40 città hanno imposto il coprifuoco, compresa New York, e sono 26 gli Stati americani che hanno attivato la Guardia nazionale, compresa la capitale. Dall’inizio dei disordini sono sei le vittime in tutto il Paese.

Non solo proteste, anche saccheggi e devastazioni

Proprio a Washington la folla si è di nuovo radunata davanti alla Casa Bianca, mentre lunghi cortei si sono svolti a New York, Philadelphia, Atlanta. Prosegue l’ondata di violenze e di saccheggi in tutto il Paese. La polizia di St. Louis ha denunciato che quattro suoi agenti sono stati colpiti da armi da fuoco durante le proteste per l’uccisione di Floyd. “Sono stati tutti trasportati in ospedale, sono coscienti, riteniamo che non siano in pericolo di vita”, ha fatto sapere il dipartimento metropolitano su Twitter, sottolineando che la situazione nel centro della città del Missouri è ancora tesa. Anche a New York, dopo il coprifuoco che è stato imposto dalle 23, le proteste non si sono fermate. Ma sono proseguiti anche i saccheggi e le devastazioni. In numerose città sono stati sfregiati i monumenti.

Trump minaccia di inviare l’esercito

Dal canto suo, il presidente Donald Trump ha minacciato di inviare l’esercito per reprimere i disordini civili. L’inquilino della Casa Bianca ha affermato che se le città e gli Stati non riuscissero a controllare le proteste e a “difendere chi vi abita” avrebbe schierato l’esercito e “risolto rapidamente il problema per loro”. Mentre Trump parlava alla Casa Bianca, la polizia ha disperso i manifestanti da un parco vicino con gas lacrimogeni e proiettili di gomma. Nel suo discorso tenuto alla Casa Bianca, Trump ha affermato che i governatori devono stabilire una “schiacciante presenza delle forze dell’ordine” e dispiegare la Guardia nazionale in “numero sufficiente da dominare le strade”. “Se una città o uno stato rifiuta di intraprendere le azioni necessarie per difendere la vita e la proprietà dei loro residenti, dispiegherò le forze armate statunitensi e risolverò rapidamente il problema per loro”, ha quindi assicurato Trump.

“Sconfiggeremo i gruppi Antifa che istigano alla violenza”

“Io sono il presidente della legalità e dell’ordine” e “il presidente – ha sottolineato ancora – ha il diritto di difendere il suo Paese e di proteggere la sua nazione. Dobbiamo garantire giustizia per l’uccisione di George Floyd, ma non possiamo lasciare il Paese in balia di una massa violenta. La sommossa deve finire. Queste non sono più proteste: questi sono atti di terrorismo. Sconfiggeremo i gruppi Antifa che istigano alla violenza. L’America è basata sullo Stato di diritto: è questa la chiave della nostra prosperità”. Per mandare l’esercito, il presidente dovrà fare ricorso a una legge del 1807, l’Insurrection Act. La norma è stata utilizzata diverse volte nella storia americana: l’ultima in California nel 1992, per sedare l’insurrezione nata dal caso Rodney King. “Altro che gruppi della supremazia bianca: questa è opera degli Antifa che noi dichiareremo organizzazioni terroriste“. Nel mirino di Trump ci sono i nuclei della sinistra radicale e ribelle che si sono moltiplicati e sono molto attivi nelle scene degli scontri.

Adolfo Spezzaferro

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