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Roma, 20 giu – Sono da poco trascorsi i primi 100 giorni di Enrico Letta da segretario nazionale del Pd, accolto come il possibile salvatore di una forza politica da anni in decadenza. Eppure, oltre a non provare stima per la sua figura politica ed il suo partito, abbiamo sempre nutrito dubbi verso la possibilità di successo dell’operazione. Già, perché al netto delle difficoltà presenti da anni al Nazareno la via proposta e delineata da Letta per la rinascita altro non è che un fallimento. Annunciato.



In primis, una comunicazione ed un modo di porsi totalmente fuori dalla storia e dall’attualità non possono che contribuire ad allontanare dal messaggio politico trasmesso. La principale necessità per un personaggio pubblico, soprattutto se leader di partito, è quella di apparire semplice ma non banale. Capace di coinvolgere tutte le classi sociali con una proposta diretta e condivisibile, che sappia trascinare la massa bisognosa di leader carismatici. Invece il Letta segretario del Pd presenta una terminologia obsoleta e nostalgica. Quasi primorepubblicana. Certo, la competenza e l’educazione delle figure di quel periodo è spesso assente oggi. Tuttavia, pensare di attualizzarne il modello è indifferente ad ogni aggiornamento storico e politico.

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Il Pd di Letta sempre più distante dai cittadini

Eppure, dalle parti del Nazareno sembrano sottovalutare tali aspetti. Proponendo al contrario feticci ideologici e divisivi che spesso non sono più condivisi neanche dagli elettori di riferimento. Temi come lo ius soli e la patrimoniale risultano antipatici soprattutto agli elettori storici che gradirebbero la tutela della propria sicurezza e dei propri risparmi.

I crolli elettorali e le cocenti sconfitte subite alle ultime votazioni avrebbero dovuto imporre una riflessione profonda nei vertici del partito. Riflessione probabilmente incapace di compiersi anche per disinteresse e distanza dai cittadini. Ad esempio, risulta ironico constatare che spesso gli apprezzamenti per i Dem arrivino più da Oltralpe che dalla nostra penisola. Letta riscontrò successo e stima nella sua avventura da prof. parigino e abbiamo ormai perso il conto dei suoi esponenti insigniti con la legion d’onore. Al di là di tutto, rimane doveroso augurarsi avversari come Il Pd di Letta, inconsci alleati della controparte politica con le proprie obsolete proposte.

Tommaso Alessandro De Filippo

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1 commento

  1. Idee politiche fuori più di un balcone.
    Tassare più gli italiani autoctoni ed “italianizzare” gli immigrati(anche irregolari).
    Perché noi italiani autoctoni dovremmo pagare sulla nostra pelle le (insane) idee progressiste???

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