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Di recente è stato pubblicato 1945 Germania anno zero: atrocità e crimini di guerra Alleati nel «memorandum di Darmstadt», di Massimo Lucioli (Italia Storica; pp. 552, € 36). Questo memorandum era stato preparato in gran segreto dal collegio di difesa di Norimberga e riportava innumerevoli crimini degli Alleati ai danni dei prigionieri di guerra e dei civili tedeschi. Tutto il materiale, che era stato accuratamente controllato e compilato in sei copie, doveva essere presentato da Hermann Göring al Tribunale di Norimberga il 5 luglio del 1946. Ciò però non avvenne perché gli Alleati si affrettarono a sequestrare il memorandum. Tuttavia, una delle sei copie fu salvata per poi essere pubblicata in Argentina nel 1953, e successivamente in Germania. Ora, per la prima volta in assoluto, tale raccolta viene integralmente tradotta e pubblicata in lingua italiana, assieme al testo del piano Morgenthau e della direttiva Jcs-1067. Il testo è inoltre arricchito da una sconvolgente raccolta di immagini – molte delle quali inedite – che illustra questi crimini di guerra e contro l’umanità ancora oggi spesso taciuti o negati. Per gentile concessione dell’editore, di seguito riportiamo alcuni estratti dell’opera.



Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di giugno 2021

I numeri della tragedia

Nel secondo conflitto mondiale i tedeschi ebbero un totale di 10.340.000 caduti tra civili e militari, dei quali 6.280.000 caddero nel corso del conflitto, mentre 4.060.000 morirono nei cinque anni successivi per motivi comunque correlati direttamente alla guerra, quali prigionia, esodi forzati e impiego come lavoratori schiavi. A questi caduti si devono poi necessariamente aggiungere i 5.700.000 morti causati dalla «politica della fame» condotta dagli occidentali dal 1945 al 1948, attraverso l’applicazione della direttiva Jcs-1067 della quale parleremo a breve.

Dal maggio del 1945 al marzo del 1946, in appositi campi aperti e gestiti dagli americani e in parte dai francesi lungo il corso del fiume Reno – i tristemente famosi Rheinlager – persero la vita per inedia, stenti e malattie quasi un milione di prigionieri di guerra tedeschi. Tali campi, costruiti semplicemente recintando con pali e rete ampie porzioni di territorio pianeggiante lungo il corso del fiume Reno, con agli angoli altissime garitte di osservazione e controllo, furono realizzati e resi operativi in ossequio a quanto dettato dal piano Morgenthau e in aderenza alla circolare Jcs-1067 (Joint chiefs of staff, gli Stati maggiori riuniti statunitensi). Tale direttiva mise in pratica per quasi tre anni, a danno di una popolazione vessata ed inerme duramente provata da sette anni di guerra, le criminali teorie di Henry Morgenthau Jr., segretario del tesoro americano ed intimo amico di F. D. Roosevelt.

I crimini degli Alleati in Germania

Il piano Morgenthau prevedeva la riduzione della Germania a Paese prettamente agricolo, dedito alla pastorizia e completamente deindustrializzato. Per realizzare ciò, nelle intenzioni del suo autore, era necessario ridurre di venti milioni di persone il totale della popolazione tedesca. Il piano doveva realizzarsi attraverso una brutale carestia indotta, che avrebbe provocato l’eliminazione di milioni di civili e di oltre cinque milioni di prigionieri tedeschi che si trovavano in mano agli angloamericani e ai francesi.

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Il primo passo di Eisenhower fu quello di mutare lo stato giuridico dei prigionieri, trasformandoli arbitrariamente da prisoner of war (Pow) in disarmed enemy forces (Def). Con questo stratagemma i prigionieri tedeschi venivano relegati in una condizione giuridica inesistente di res nullius, sottraendoli subdolamente al controllo e alla giurisdizione della Croce rossa internazionale. La politica dell’esercito americano, secondo il parere di numerosi soldati americani che si trovavano sul posto, era quella di affamare sino alla morte i prigionieri. Martin Brech, professore di filosofia in pensione del Mercy College di New York, che fu guardiano ad Andernach nel 1945, ha raccontato che…



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3 Commenti

  1. A parte il memorandum del debosciato morfinomane sibarita di cui non ci può fregare di meno, resta chiaro che un certo sentimento di vendetta dei vincitori contro il popolo che ha scatenato due conflitti mondiali nel giro di 20 anni causando +/- 50 milioni di morti fosse anche umanamente comprensibile.

    La Germania nel 45 era un vero problema, poche storie.

    Fatto sta che ben presto con la guerra fredda e il nuovo nemico russo il progetto fu accantonato, anche se comunque fece molte vittime.

  2. Mi dispiace per queste sofferenze e per queste vittime. Tuttavia il piano di rendere la Germania un paese agricolo e inoffensivo non era poi così male… lo vediamo anche oggi che l’idea di supremazia sull’Europa ce la hanno ancora in testa.

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