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Todi, 20 giu – Una giornata all’insegna dei big del giornalismo e della cultura quella di ieri al Festival Todi Città del Libro, che si è conclusa con la premiazione dei vincitori del concorso letterario. Da Giampiero Mughini a Stenio Solinas, da Stefano Zecchi a Alessandro Meluzzi, da Toni Capuozzo a Marco Gervasoni e Francesco Borgonovo. Il cartellone di ieri del festival in piazza del Popolo e nella Sala del Consiglio era ricchissimo. Oltre alle consuete presentazioni dei libri da parte di autori e editori presenti con lo stand espositivo.



Festival di Todi, terza giornata

Grande partecipazione di pubblico alla terza giornata del festival (dopo un venerdì pieno di eventi molto seguiti), con affluenza all’area espositiva, in piazza per gli eventi sul palco principale e anche alle varie presentazioni di libri. Ad aprire i lavori la conferenza “Conservatrice o progressista: quale sarà l’Italia degli anni ’20”, con Marco Gervasoni e Alessandro Aragona, moderati da Fabrizio Vincenti.

1984 di Orwell è oggi?

Uno degli eventi più interessanti è stata la conferenza “1984: George Orwell a fumetti” con Marco Gervasoni, Stefano Zecchi, Toni Capuozzo. Moderata da Federico Goglio. Capuozzo ha spiegato che è scorretto parlare di dittatura sanitaria, in merito al parallelo con il celebre romanzo distopico, bensì di dittatura morale. L’imposizione di determinate parole è il grande pericolo di questi tempi di pensiero unico dominante, in cui si impongono parole che servono a inculcare letture distorte, ideologizzate della realtà.

Giornalismo nell’era della censura social

Altro appuntamento che ha focalizzato in maniera puntuale lo stato dell’arte della censura online e della limitazione della libertà di pensiero ed espressione con la scusa del politicamente corretto la conferenza “Giornalismo tra social e realtà: quali alternative?”. Sul palco giovani ma agguerriti giornalisti nel mondo dell’online, della radio e della tv. Con Laura Tecce, Valerio Benedetti e Alberto Ciapparoni. Moderati da Gianluca Veneziani. Il messaggio rivolto ai cani da guardia dei giornalisti – in una sorta di ribaltamento rispetto alla stampa che vigila sul potere – è che non ci si deve arrendere e non si deve chiedere scusa, ma continuare a dare la propria lettura dei fatti. Anche e soprattutto se non conforme, opposta alla narrazione dominante.

Grande partecipazione per Borgonovo e Meluzzi

Grande partecipazione di pubblico poi per la doppietta “L’era delle streghe” con l’autore, il vice direttore della Verità Francesco Borgonovo e “Infinita pandemia” di Alessandro Meluzzi, sul palco di piazza del Popolo. Due libri che fanno discutere, due titoli di punta della casa editrice Altaforte, presente in piazza con lo stand espositivo. Due attacchi – il primo al femminismo 2.0 che sta facendo di certo più danni (in primis alle donne), e il secondo alla narrazione sull’epidemia di coronavirus – che smontano una serie di luoghi comuni che viziano la lettura e del neofemminismo e della pandemia.

Mughini e Solinas oltre le ideologie

In serata, il bello scambio su ideologie, post-ideologie, ruolo della cultura e degli intellettuali nella metamorfosi continua della società “Oltre le ideologie: 2021 Odissea nello spazio” con Stenio Solinas e Giampiero Mughini, moderati da Antonio Rapisarda.
I due scrittori e giornalisti che hanno attraversato 40 anni di cultura del Paese hanno dato due letture – non sempre contrapposte, peraltro – della società dei diritti a qualsivoglia capriccio, in assenza di una presa di coscienza e di responsabilità dei doveri che vanno svolti. Dall’utero in affitto alla decadenza culturale che fa dei Ferragnez oggi un punto di riferimento per milioni di giovani (e non solo), Mughini e Solinas – che però dice che l’assenza di limiti è un problema insostenibile per la società – hanno messo in piazza (in senso buono) la loro capacità di critica mai banale e sempre stimolante.

Il concorso letterario e i saluti del sindaco di Todi Antonino Ruggiano

A chiudere la giornata davvero piena di appuntamenti, l’evento clou del Festival: la premiazione del concorso letterario Todi Città del Libro. I vincitori delle due categorie – saggistica e narrativa – per premio vedranno la pubblicazione del loro libro, un sogno che stavolta non rimarrà nel cassetto. Sul palco il sindaco di Todi, Antonino Ruggiano ha fatto un saluto alla folta platea in piazza, ribadendo quanto abbia creduto fortemente in questo festival e in questa occasione di rilancio della cultura, che è di tutti e non ha colore politico. Dopo il saluto del consigliere regionale Francesca Peppucci (Lega) e della presidente di Etab La consolazione, Claudia Orsini.

I vincitori

A premiare i vincitori la giuria del concorso, composta da Gianluca Veneziani, Valerio Benedetti e Francesco Borgonovo, che hanno ammesso che non è stato facile scegliere i vincitori, vista la qualità dei manoscritti (79) in lizza. Nelle tematiche si è visto molto l’influsso della pandemia, diversi titoli hanno provato a immaginare il mondo post covid o raccontare storie ambientate durante la pandemia, segno che questo evento ha stimolato molto la creatività degli scrittori. Moltissimi i gialli e i thriller in concorso, ma anche storie di vita che hanno toccato importanti tematiche sociali, anche qualche romanzo storico molto interessante. Insomma, scegliere i finalisti è stato arduo.

A vincere nella categoria saggistica è “Pitigrilli, un eretico inconsapevole del Novecento” di Danilo Sortino. Uno studio storico che analizza in modo coinvolgente e dinamico la figura controversa e troppo poco valorizzata di Dino Segre, in arte Pitigrilli, inserito però all’interno nel contesto sociale e culturale degli anni ’20 del Novecento. A seguire, la lettura sul palco di un estratto dell’opera. A vincere invece nella categoria narrativa “E quell’infame sorrise” di Simone Mele. Un romanzo distopico ambientato in un mondo dominato dal politicamente corretto diventato ormai una vera dittatura, dove persino l’amore tra uomo e donna sono vietati. Il protagonista accompagna il lettore a scoprirne i segreti più oscuri insieme a uno strano personaggio che non sembra affatto assoggettato al nuovo mondo. Che ha un nome che rimanda alla citazione tutt’altro che velata nel titolo dell’opera. Anche di quest’opera è stato letto un estratto sul palco.

Poi saluti finali e un arrivederci alla giornata di oggi, che chiude il festival con altre conferenze e appuntamenti. Una festa dei libri e di chi li ama – chi li scrive, chi li legge e chi li vende. Nel cuore della splendida città di Todi.

Adolfo Spezzaferro



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2 Commenti

  1. Bene per Pitigrilli, drogato sotto controllo medico, riportato a galla!! Il restante…, sia buona semina.

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