
Ma ora è tutto risolto e nonostante in rete (e non solo) impazzi l’ironia su Beppe Grillo definito “il primo sindaco non eletto dai cittadini”, Virginia continua a rivendicare la sua poco credibile autonomia. Soprattutto rispetto alla nuova brutta tegola che starebbe per colpire l’amministrazione pentastellata di Roma: “Se mi arriverà un avviso di garanzia? Valuterò“, ha detto la Raggi. L’indagine riguarderebbe la questione delle nomine di alcuni dirigenti, tra cui il fratello di Raffaele Marra, Renato, promosso dalla sindaca a capo del Dipartimento del Turismo di Roma. Nel frattempo però, l’urgenza è anche quella di risolvere la vacanza generata dal semi siluramento di Frongia. A chi andrà la poltrona di vice sindaco? Sembrava imminente la nomina di Massimo Colomban, assessore alle Partecipate che ha però categoricamente smentito: “Non ho il tempo e la disponibilità per assumere il ruolo di vicesindaco in Roma Capitale. Come imprenditore e tecnico ho infatti assunto il ruolo di assessore alla riorganizzazione delle Partecipate e quindi preferisco completare questo compito, prima di assumere altri impegni gravosi o politici”.
L’eventuale “promozione” di Colomban, imprenditore veneto vicino alla Casaleggio Associati, sembrava essere caldeggiata dallo stesso Grillo. Il nuovo nome in pole position ora sembra essere quello dell’assessore al Bilancio Andrea Mazzillo, anche lui molto vicino a Virginia Raggi. In questo modo c’è chi individua la volontà della “sindaca” di non mollare e tentare così di ricostituire una sorta di “Raggio Magico bis”. Dunque il braccio di ferro tra la Raggi e i vertici dei 5 Stelle non sembra ancora concluso e la soluzione trovata dopo il vertice di maggioranza di sabato pomeriggio assomiglia molto ad una tregua temporanea. Nel frattempo emergono nuovi retroscena rispetto alla nomina di Marra e alla guerra di potere interna al M5S (come riporta Repubblica), con Di Maio sempre più indicato come il garante di Marra, il quale nel luglio scorso fu ricevuto a lungo negli uffici del vice presidente della Camera. Da allora “difese” indirettamente la scelta di Marra, rivendicando l’autonomia delle scelte del sindaco di Roma e di fatto causando l’allontanamento dal mini direttorio romano della deputata Roberta Lombardi, fin da subito la più contraria alla nomina di Marra.
Davide Di Stefano
1 commento
“fantastica” (se è un fatto vero) la firma di Marra per la nomina del fratello…..ricorda la vicenda di Marino sulle multe.
Però l’unica cosa che i giornali dovrebbero spiegarci, e non ci riescono, è il perchè di tutti questi vantaggi ai fedelissimi della Raggi senza tornaconto per il sindaco. Meglio: dovrebbero dirci quale sia stato il tornaconto della Raggi.
Oppure non c’è per davvero nessun tornaconto (e si tratta solo di non saper fare a meno di Marra per la semplice gestione della Capitale) ed allora un avvocato si è messo a fare cose ictu oculi illegittime perchè non capisce nulla di diritto…