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BoldriniRoma, 19 dic – È rimasta solo lei (e la Raggi): Laura Boldrini prosegue indomita con la sua linea sugli immigrati. Sono delle risorse, punto. In un momento in cui tutti i governanti cercano di tenere goffamente insieme le esigenze del politicamente corretto con gli imperativi della tenuta sociale e securitaria, cercando escamotage burocratici per accollare ai vicini quote sempre maggiori di stranieri, la Boldrini resta tenacemente attaccata al suo sogno dell’eden multirazziale.

In occasione della “Giornata internazionale del migrante”, la presidente della Camera ha dichiarato: “I movimenti verso il nostro continente di persone che cercano qui un’esistenza libera e dignitosa sono un fenomeno strutturale, che richiede perciò di essere gestito in maniera sistematica, ed in coerenza con il diritto internazionale. Affrontarlo invece con misure estemporanee e senza pianificazione, come accade ancora troppo spesso, non solo ostacola l’inclusione sociale ed economica dei migranti, ma alimenta le reazioni di disagio e di chiusura delle popolazioni locali. Ai sentimenti di diffidenza e di paura si deve rispondere favorendo l’inserimento e l’integrazione dei migranti e creando occasioni di incontro, di scambio e di conoscenza reciproca”.

Per poi insistere: “A quanti oggi vorrebbero costruire muri, bisogna ricordare che non soltanto questo vìola principi e valori iscritti nella nostra Costituzione e nei Trattati europei, ma che la presenza dei migranti che lavorano e pagano le tasse è nell’interesse demografico ed economico del nostro Paese. Infatti, secondo le più autorevoli ricerche internazionali, senza i migranti tra qualche decennio i Paesi europei saranno abitati da anziani per i quali nessuno potrà garantire una pensione. Così come le donne migranti che sono nelle nostre case prendono il posto di un welfare troppo fragile e consentono alle donne italiane di lavorare fuori di casa e mandare avanti la famiglia”. Insomma, gli immigrati sono indispensabili. Se non è fanatismo questo…

Roberto Derta

4 Commenti

  1. a parte il fatto che non ricordo in quale passaggio della nostra Costituzione si parli di muri e che i famosi “trattati europei” sembra non trovino applicazione in Spagna (da ricordare i muri costruiti con FONDI UE in due città ispaniche in Marocco,territorio UE a tutti gli effetti)…ma

    chi se ne frega ?

    in Italia ci sono milioni di disoccupati,tra i tre o i quattro e se questi lavorassero al posto degli stranieri ( ai quali tra qualche anno ANDRA’ COMUNQUE PAGATA LA PENSIONE…PRESIDENTESSA SVEGLIA !!) i relativi contributi INPS verrebbero versati comunque…

    ma non è questo il punto.

    E’ evidente invece che queste battaglie pro immigrazione a prescidendere da posti di lavoro VERI e non assistiti,nascondono un evidente disagio psicologico personale..ogni tanto succede esiste la scienza medica apposta per risolvere queste problematiche,senza coinvolgere con le proprie scellerate idee una intera società che tra breve si troverà un boom di delinquenza di importazione senza precedenti; perchè se non lavori…per sopravvivere ti rimane la malavita,lo spaccio,la prostituzione,il lavoro nero,lo sfruttamento e l’abusivismo;

    non proprio un bel regalo fatto dagli immigrazionisti a queste persone,tra l’altro.

  2. Non è più ora di cercare motivazioni raffinate, che pur ci sono, non è più ora di argomentare: l’immigrazione (non necessariamente clandestina, basta con questa aggiunta strumentale di aggettivi!) di forestieri va dapprima fermata, quindi trasformata in emigrazione almeno con un tasso di partenze pari agli attuali arrivi. Punto. Perché? Perché sì! Ce li avete gli occhi o dove vivete, mostri disumani che state artigliati al potere come luride arpie unghiute?

  3. Remigrazione unica soluzione.
    Così come sono venuti, così se ne andranno.
    L’Italia agli italiani, l’Europa agli europei.