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Vicofaro, 9 nov –Ha istigato l’odio sul web con i suoi commenti diffamatori. Con questa motivazione don Massimo Biancalani, il prete amico degli immigrati, ha querelato il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini.
Tutto risale allo scorso 28 agosto, quando Salvini su twitter ha commentato la chiusura del centro di accoglienza Vicofaro, dove erano stipati un numero troppo alto di immigrati irregolari e per questo non sicuro. Una chiusura scattata dopo i controlli dei vigili del fuoco, che hanno ravvisato problemi di sicurezza nel centro. Il ministro dell’Interno scrisse: “Tempi duri per il prete che ama attaccare me e circondarsi di presunti profughi africani, ancora un po’ e la canonica scoppiava… chiuso”.
post twitter Salvini Biancalani
Il post in questione ha suscitato moltissimi commenti, alcuni dei quali assai feroci da parte di chi il sacerdote pro immigrati proprio non lo digerisce. Lui non ha gradito il fatto che Salvini non abbia mai rimosso alcun commento dal suo profilo twitter e don Biancalani se l’è presa. Tanto che il parroco ha ipotizzato nei confronti del ministro dell’Interno i reati di diffamazione aggravata a mezzo stampa, calunnia e omissione di atti d’ufficio.
Nella querela, depositata dal suo avvocato Elena Baldi, don Biancalani sostiene che questo e altri post di Salvini sui social network contengano “affermazioni prive di verità e quindi di contenuto palesemente diffamatorio, fatti di rilevanza penale ancor più grave, in ragione dell’alta autorità da cui provengono”. Il don ha inoltre sottolineato che i suoi ospiti non sono “né presunti profughi né clandestini”, ma persone “regolarmente censite dalla Prefettura”, indotte a lasciare il loro Paese perché perseguitati.
Oltre a Salvini don Biancalani ha querelato anche 22 profili social di persone considerate “haters”, dei quali il sacerdote ha elencato i nomi e cognomi, e ha fatto gli screenshot delle pagine social.
La replica di Salvini non si è fatta attendere:

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4 Commenti

  1. a parte il fatto che in termini legali la “calunnia” si perfeziona solo quando si presenta alla autorità giudiziaria un atto scritto e controfirnato (ossia una vera e propria denuncia) e che la diffamazione è stata depenalizzata dal PD (ora è un semplice illecito civile);
    noto una vera e propria schizofrenia nei sinistroidi;
    Salvini secondo tal Don Biancalani avrebbe DOVUTO denunciare all’autorità giudiziaria i presunti clandestini ospitati presso la sua parrocchia(omissioni d’atti d’ufficio) mentre per gli stessi fans del Don, un PROCURATORE (direttamente ai comandi della Polizia Giudiziaria) ha potuto invece salire sulla nave Diciotti,ove era in corso un sequestro di persona (!) e non attivarsi in prima persona per impedirne la continuazione.
    triste davvero quando la voglia di protagonismo ha la meglio anche su chi dovrebbe essere un Sacerdote,come fosse una Lucareli qualsiasi.

  2. Un paese ridicolo, una vicenda ignobile, un prete che difende presunti profughi negroidi che spacciano e non fanno un emerito cazzo dalla mattina alla sera……….sporge querela a vanvera, senza basi logiche……….solo una nazione con una magistratura politicizzata sinistra può dare credito ad un simile personaggio e consentirgli di sputare sentenze offensive nei confronti di un ministro che sta cercando di ripulire la latrina italica………senza vergogna e senza speranza,un uomo di chiesa a cui noi italiani facciamo schifo…….niente di nuovo,i comunistoidi sono tutti uguali.

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