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Genova, 28 nov – Guai per i blucerchiati di Genova: il nucleo speciale di polizia valutaria della Guarda di Finanza ha sequestrato preventivamente al patron della società U.C. Sampdoria, Massimo Ferrero (anche noto con il rassicurante nomignolo “er Viperetta”) beni per un valore complessivo di oltre 2,6 milioni di euro. Insieme a lui altri 5 indagati. Tra i beni sequestrati figura anche un immobile residenziale di grande pregio che risulterebbe essere sito in Firenze. In capo alla Sampdoria il sequestro è di un valore di oltre 200 mila euro: sarebbe l’equivalente di un reato tributario ascrivibile direttamente alla società doriana. Emissione di fatture inesistenti, autoriciclaggio, denaro di provenienza illecita e truffa sono alcuni dei reati di cui sono accusati l’istrionico presidente della squadra di calcio e i suoi compari.

A farne le spese è, in tutti i sensi, la società di calcio, utilizzata come “fondo” dall’imprenditore romano per tornaconti personali o relativi a società a lui non formalmente intestate, ma di fatto personalmente gestite. Nello specifico, a finire nel mirino della Guardia di Finanza è stata la distrazione dai conti della U.C. Sampdoria di circa 1.2 milioni di euro, in parte frutto della cessione, nell’estate del 2015, del centrocampista spagnolo Pedro Obiang al West Ham United. In tale quadro sarebbero state emesse fatture inesistenti da altre società, sempre facenti parte del sistema Ferrero.

Questi soldi sarebbero, in seguito, stati utilizzati sia per finanziare ulteriori altre società dell’imprenditore romano, sia per “mettere una pezza” ai debiti accumulati da altre imprese del suo giro: ricordiamo, infatti, che tra le varie attività del colorito presidente figura anche quella di produttore cinematografico. Oltre alla controversia di natura “tributaria”, sotto indagine della Guardia di Finanza c’è anche una vertenza con la Direzione Territoriale del Lavoro di Roma. Per ben 5 società del gruppo, il dott. Ferrero avrebbe simulato l’esistenza di rapporti di lavoro subordinato, concludendo per tali inesistenti contratti 5 accordi transattivi. In seguito a tali accordi, vi sarebbe stata l’appropriazione indebita di 500mila euro. La Guardia di Finanza ha ricollegato tale afflusso di danaro all’acquisto dell’immobile di pregio in Firenze.

Ilaria Paoletti

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