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Bologna, 28 nov – Saluto romano in campo (dopo un gol contro il Marzabotto) e archiviazione del procedimento per “apologia di fascismo”, confermata. Il reclamo contro la stessa archiviazione dell’indagine, disposta lo scorso agosto nei confronti del calciatore Eugenio Maria Luppi, non è fondato: il Comune di Marzabotto, non può quindi definirsi parte offesa. A stabilirlo è il giudice bolognese Paola Palladino, che conferma l’archiviazione di Luppi: finito sotto indagine perché il 12 novembre 2017 fece il saluto romano (mostrando una maglietta ritraente il simbolo dell’RSI), dopo un gol inflitto al Marzabotto. In seguito all’episodio e conseguente gogna mediatica, il giovane calciatore fece il salto di categoria: firmando per il Borgo Panigale e salendo in Promozione.



Il Gip, a seguito di richiesta della Procura, aveva disposto l’archiviazione poiché nel gesto del calciatore non venne ravvisato “nessun pericolo all’ordinamento democratico“. Il ricorso del Comune di Marzabotto, rappresentato dall’avvocato Andrea Speranzoni, non ha sortito il risultato previsto. Anzi: con l’archiviazione di Luppi, l’amministrazione viene condannata al pagamento per le spese del procedimento.

Importante vittoria, per il calciatore classe ’92 e per il suo legale: l’avvocato Alessandro Veronesi. L’ex giocatore della squadra ’65 Futa’, era già stato squalificato per otto mesi, con l’esclusione dell’aggravante della premeditazione. Cala giustamente il sipario su un altro, vituperato, saluto romano. Che (va ricordato) quando commemorativo non costituisce reato alcuno: parola di Cassazione. Il giudice del Tribunale di Bologna, pone così fine a questa vicenda: con buona pace di Fiano, Anpi e compagni.

Chiara Soldani



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2 Commenti

  1. Con tutto l’arretrato che c’è nei palazzi di giustizia si sprecano soldi e tempo per queste stupidaggini. Povera Italia mia!

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