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Roma, 19 dic – “La fragranza di reatodice Conte alla nazione in tv: che buon profumo di reato, appena sfornato. L’ex avvocato del popolo sembra proprio non sia mai stato neanche avvocato. Sì perché ieri, rispondendo alle domande dei giornalisti in conferenza stampa, il premier è caduto in uno degli errori più grossolani. Infatti ha scambiato la flagranza di reato, ossia la caratteristica di un reato di essere contestato nel momento esatto in cui viene commesso – da cui l’espressione “essere colti in flagrante”, sul fatto – con la fragranza di reato, che non esiste. Semmai la fragranza riguarda il pane appena sfornato. Un profumo irresistibile, intenso, che sa di buono, di fresco, di Natale. Qualcosa che ha ben poco a che fare con le dirette di Conte, quindi.



“Fragranza di reato” invece di “flagranza di reato”, dice l’avvocato Conte

Tanti cittadini digiuni (per restare in tema) di nozioni di giurisprudenza commettono strafalcioni di questo tipo. Fa specie però che a cadere nella trappola della “r” al posto della “l” sia il presidente del Consiglio. Peraltro un avvocato, un uomo di legge. Fa ridere, è vero. Non si può attaccare Conte per uno strafalcione, è vero. Ma se inseriamo lo sfondone in tv di ieri sera in un quadro più ampio, oltre a sorridere sale anche un po’ di rabbia.

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Uno sfondone che rende ancora più odioso il premier

Perché il premier, a colpi di Dpcm da uomo solo al comando e con le sue consuete insopportabili conferenze stampa in cui snocciola il suo tipico mix di paternalismo e allarmismo (condito con fuffa ovunque), si dà arie di infallibilità, con supponenza boriosa. Per cui lo sfondone da uomo della strada, da semplice cittadino nel suo caso non lo rende più umano ma più odioso. Conte peraltro è solo il più spocchioso di un governo di scappati di casa, che ci ha abituati ai congiuntivi di Di Maio e alle gaffe di Boccia. Una combriccola di inadeguati, improvvisati, miracolati dalla pandemia.

Nessuna traccia dello strafalcione di Conte sui media mainstream

Provate poi a immaginare se a dire “fragranza di reato” fosse stato un Salvini, un leader di centrodestra. All’indomani sulla stampa e sui social ci sarebbe stata la gara a metterlo alla gogna, con i radical chic indignati per l’ignoranza abissale e la mancanza di cultura nelle destre e così via. Invece oggi nessuna traccia della figuraccia dell’avvocato Conte. A parte Libero, che riporta Borghi della Lega che giustamente si chiede: “Fragranza di reato? E questo sarebbe un avvocato”. Questo la dice lunga anche su quanto siano “azzerbinati” i media mainstream italiani, da Repubblica al Corriere. Tutti zerbini del governo giallofucsia. Neanche sui social scatta l’ironia. Perché a sinistra certe cose sono deprecabili o ridicole soltanto se arrivano dalle destre. Altrimenti è il solito compagno (avvocato) che sbaglia.

Adolfo Spezzaferro

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6 Commenti

  1. Classico ignorante terronazzo con la laurea in legge che da quelle parti ti tirano sulla schiena, il fazzolettino nel taschino da villano rifatto e i’aria di chi è appena uscito dal salone del barbiere del paese. E ci governa pure. Che schifo.

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