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Firenze, 5 lug – Il senso di Enrico Rossi per la nebbia è particolarmente spiccato. Dai banchi della Regione, il governatore scarlatto scruta la Toscana con lo sguardo obnubilato da un’ideologia tanto fallimentare quanto vetusta. E’ l’ultima sentinella in poltrona di un piccolo mondo antico colorato di rosso. Non ci sono però avveniristici soli da evocare, restano ormai soltanto ragnatele che esigono spolverate. Eppure il figliol prodigo del Pd resta lì, abbarbicato ai millantati fasti del passato che oggi si rivelano nefasti. Nel suo ultimo anno da presidente della Regione non poteva evitarci dunque l‘ennesima bischerata scellerata. Dopo aver istituito una linea telefonica per chiunque volesse accogliere nella propria abitazione un extracomunitario (gli esiti di questa mirabolante iniziativa potete facilmente immaginarli), ha deciso di compiere un significativo gesto per rimarcare meglio il suo buonismo da strapazzo.

Oggi, in Commissione sanità e politiche sociali dell’Assemblea toscana, è stata infatti approvata la legge regionale per i “diritti fondamentali”. Non è definitiva, manca  l’ultimo passaggio, dovrà approdare in aula nella prossima seduta del Consiglio regionale. “Disposizioni per Tutela dei bisogni essenziali della persona umana”, così è stato ribattezzato questo provvedimento. Un linguaggio tipico dei buoni, particolarmente commovente, che ha l’obiettivo dichiarato di arginare la gestione degli immigrati sul territorio tramite il coordinamento delle strutture pubbliche e private. Nei giorni scorsi Rossi aveva definito la proposta una nuova “legge per i diritti samaritani”.

Pro clandestini

In soldoni la legge del buon samaritano toscano, che ha visto vivaci proteste da parte dell’opposizione in Regione, prevede lo stanziamento di fondi per assicurare cure, dimora temporanea, adeguata alimentazione, istruzione e assistenza sociale per tutti i presenti sul territorio toscano. Ed è proprio quest’ultima la novità, ovvero l’aspetto grottesco. Non riguarda dunque soltanto cittadini e residenti, ma tutti i presenti, ovvero anche gli immigrati irregolari. “L’obiettivo – ha difatti specificato l’assessore Vittorio Bugli – è garantire i bisogni essenziali anche di chi, a seguito del Decreto Sicurezza, rischia di rimanere senza assistenza. Vogliamo colmare il vuoto tra perdita di status di cittadini e rimpatrio”. Una legge insomma su misura per i clandestini.

“Questa norma non serve – ha commentato il consigliere regionale della Lega, Jacopo Alberti – visto che in Italia nessuno viene lasciato a morire per strada. La legge trasformerà invece la Toscana in un campo profughi”. Siamo quindi di fronte agli ultimi atti di una giunta di sinistra che si rivela del tutto disconnessa dalla realtà, ma punta a cambiarla a favore dei non italiani.

Eugenio Palazzini

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