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Roma, 24 giu – Poco prima del fischio d’inizio di Germania-Ungheria, mentre i giocatori magiari stanno cantando il loro inno nazionale, fa irruzione in campo un tifoso tedesco con la bandiera arcobaleno. La provocazione è stata ovviamente salutata con favore dalla stampa allineata che – a quanto pare – la reputa un gesto di «coraggio civile». In realtà, non c’è nulla di civile né tantomeno di coraggioso in questa indegna pagliacciata. E i motivi sono anche abbastanza intuitivi, benché imperscrutabili per i talebani Lgbt.



Il conformismo piccolo piccolo degli attivisti Lgbt

Innanzitutto, ci vuole una bella faccia tosta a definire «coraggioso» un gesto che è tutto fuorché rivoluzionario. Tant’è che ha incassato un consenso pressoché unanime. Se il pensiero dominante sostiene senza sosta l’agenda delle lobby lgbt, infatti, presentarsi a Germania-Ungheria con una bandiera arcobaleno è quanto di più conformista si possa immaginare. Sarebbe come entrare in chiesa con un crocifisso al collo: una cosa perfettamente normale e, anzi, assai gradita. Non a caso le autorità tedesche avevano fatto di tutto per tingere l’Allianz Stadium con i colori dell’arcobaleno, prima che la Uefa avesse un timido e tardivo sussulto di dignità. Si pensano rivoluzionari, questi talebani Lgbt, ma in realtà sono solo gli utili idioti dell’oligarchia dominante.

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Germania-Ungheria e un arcobaleno oscurato

Ma c’è dell’altro nella buffonata a cui ci è toccato assistere ieri sera: il gesto provocatorio è stato compiuto mentre i giocatori ungheresi stavano cantando il loro inno nazionale. Si può immaginare qualcosa di più arrogante (e schifoso) di un insulto gratuito a un intero popolo? E questo solo perché un governo – legittimamente eletto, peraltro – non ha intenzione di diffondere l’ideologia gender nelle scuole. Il che sarebbe una «vergogna», a sentire Ursula von der Leyen, che non perde occasione per dimostrare il vuoto pneumatico della sua persona e della sua carica. Ad ogni modo, la risposta migliore a questa provocazione conformista e imbecille è venuta proprio dai calciatori magiari, che hanno messo alle corde un’imbarazzante Nazionale tedesca, sfiorando l’impresa sportiva. E alla fine, abbracciati da tutto un popolo, sono tornati a cantare a squarciagola il loro inno. In un’epoca di fango e unicorni, questo sì che è un gesto coraggioso e rivoluzionario.

Valerio Benedetti

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