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Faccini-Alberto Roma, 4 feb – “Il calcio italiano è in grossa difficoltà e se c’è un top player finisce presto in un grande club europeo”. A poche ore dalla chiusura della sessione invernale di calciomercato, Paolo Faccini, ex  calciatore della Roma ora procuratore e rappresentante della Football Company  Srl, società che grazie a una fitta rete di collaboratori in Italia e all’estero vanta una ricca scuderia di giocatori, traccia un quadro impietoso della Serie A.

Partiamo dalla capolista Juventus e dai suoi ultimi colpi: Matri, Sturaro, De Ceglie, il  giovane Rugani. Il mercato di riparazione per definizione?

Si, proprio partendo dalla Juventus  è stato un mercato dove sono circolati nomi di fascia medio bassa come in questo caso Matri e Rugani. Diciamo che forse a  parte il Milan che ha preso qualche giocatore in più, questo mercato è la dimostrazione che il movimento italiano è in grossa difficoltà.

A proposito delle milanesi, sono state indubbiamente fra le più attive. L’Inter  all’inizio della sessione l’abbiamo definita “regina del mercato”. Sono le società che si sono mosse meglio o sono stati acquisti solo dettati dal fallimento tecnico di questa prima parte di stagione?

Sicuramente Podolski, Shaqiri, lo stesso Santon, e poi Cerci, Destro e anche Paletta considerato uno dei migliori centrali in Italia, indicano che qualcosa di importante è stato messo nella rosa di queste squadre forse perchè rispetto alle altre ne avevano più bisogno e per questo sono state più concrete. Non ci scordiamo però che Cuadrado ha lasciato il nostro campionato, ulteriore messaggio che se c’è un top player in Italia finisce in un grande club europeo e non in uno dei nostri. Noi possiamo permetterci solo prestiti con diritto di riscatto a 18 mesi o scambi di prestiti.

La Roma invece si è privata di Destro e ha messo dentro Dumbia insieme ad Ibarbo e Spolli per arginare l’emergenza infortuni. Non proprio destronomi che scaldano le fantasie dei tifosi. Come giudica queste operazioni?

La Roma si sentiva molto forte con la rosa costruita in estate. In questa sessione ha dovuto fare i conti con un po’ di confusione come le incomprensioni tra dirigenza, allenatore e giocatore nell’affare Destro e non so se la società si è mossa in tempo per trovare l’alternativa giusta. Ad oggi se guardo la Roma da agente dico che ha cercato di mettere delle toppe, se la guardo da tifoso ho un po’ di amarezza perche questi nomi non danno un valore aggiunto. Non so se avesse più bisogno di completare la rosa o di vendere, però se parte Destro, Dumbia deve essere per forza migliore di lui. Vedo molti punti interrogativi.

La Samp ha speso molto e ha fatto tornare il veterano Eto’o lasciando partire Gabbiadini, uno dei giovani italiani più in forma del momento. Napoli può essere la piazza giusta per farlo sbocciare definitivamente?

Sicuramente Gabbiadini è un nome importante. Dobbiamo considerare che il Napoli è una squadra di prima fascia, tra le prime tre 4, quindi è giusto che abbia completato il reparto offensivo con un giocatore giovane, italiano e di grande prospettiva. Lo considero un grande colpo.

cuadradoUna battuta su Empoli e Sassuolo che stanno disputando un campionato di livello con tanti giovani italiani in campo. Forse del calcio italiano non è proprio tutto da buttare.

No, per fortuna ci sono queste due squadre. È logico poi che devono essere supportate dalla struttura societaria e ad oggi devo fare un plauso più all’Empoli che ha dimostrato di saper lavorare con i giusti numeri e di aver fatto una grossa programmazione fin dai tempi della serie C. La grossa disponibilità economica del Sassuolo rispetto a quella dell’Empoli, la rende più all’altezza delle situazioni. Speriamo siano di esempio per le altre società per rivalorizzare il prodotto dei nostri vivai.

Domanda secca: chi lo vince lo scudetto?

Al 90% dico Juve.

Intervista a cura di Alberto Maglio

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