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Milano, 27 gen – Quello di ieri sera è stato un derby che rimarrà negli annali. Sì, perché doveva essere un tranquillo Inter-Milan di Coppa Italia, e invece si è trasformato in una piccola epopea in cui è successo di tutto, dall’infortunio dell’arbitro Valeri fino all’acuto finale del moribondo Christian Eriksen. La cosa divertente, però, è che nulla di tutto questo passerà alla storia, bensì la maxi-rissa che è scoppiata alla fine del primo tempo tra Romelu Lukaku e Zlatan Ibrahimovic. Uno scontro tra titani che è degenerato in una lite furibonda, che per poco non è finita a cazzotti.



Gli insulti tra Lukaku e Ibra

Riavvolgiamo il nastro. Sul finire della prima frazione di gioco, Alessio Romagnoli stende Lukaku in maniera molto veemente. Il centravanti nerazzurro non la prende bene e lo fa presente al capitano del Milan. A quel punto arriva Ibrahimovic che si mette a provocare Lukaku, irridendolo. «Go do your voodoo shit, you little donkey», sono le irriverenti parole dello svedese, e cioè «va a fare i tuoi riti vudù di me*da, piccolo asino». Non contento, Ibra aggiunge anche il carico, consigliando a Lukaku di chiamare sua madre. Il riferimento di Zlatan viene subito colto dall’attaccante belga (di origini congolesi), che perde la testa: «Vuoi parlare di mia madre? Perché? Fottiti, tu e tua madre. Parliamo della tua, di mamma: è una putt*na».

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Il riferimento di Zlatan al vudù

Per sedare la rissa tra Lukaku e Ibrahimovic sono serviti tutti i compagni di squadra di Inter e Milan, nonché diversi membri dello staff. Ma a che cosa si riferiva di preciso Zlatan? Come spiega la Gazzetta dello Sport, la vicenda risale al 2017, quando «Big Rom» si apprestava ad accasarsi al Manchester United. L’Everton, la sua squadra di allora, fece di tutto per trattenerlo. Ma le cose andarono diversamente: «Gli abbiamo offerto un accordo migliore del Chelsea – ha raccontato Farhad Moshiri, proprietario dell’Everton – e il suo agente è venuto a Finch Farm per firmare il contratto. Era lì, tutto era a posto, c’erano alcuni giornalisti fuori, poi durante la riunione Rom ha chiamato sua madre. Ha detto che era in pellegrinaggio in Africa o da qualche parte e aveva un voodoo e ha ricevuto il messaggio che doveva andare al Chelsea».

I precedenti tra Ibra e Lukaku

In seguito Lukaku non passò al Chelsea ma al Manchester United (per la cifra monstre di 85 milioni), dove trovò come compagno di squadra proprio Ibrahimovic. E il loro rapporto non fu proprio idilliaco. Si racconta che Zlatan non fosse affatto impressionato dalle doti tecniche di Big Rom, e per questo gli propose una scommessa: gli avrebbe dato 50 sterline per ogni stop riuscito. Romelu rifiutò stizzito, e da allora i due non si sono mai amati. Nel derby dell’anno scorso (terminato 4 a 2 per i nerazzurri), in aperta polemica con Ibra, Lukaku scrisse sui social «c’è un nuovo re in città», postando la foto della sua esultanza. A quel punto Zlatan rispose da par suo: «Milano non ha mai avuto un re, ma ha un dio». Tutte queste scaramucce sono quindi deflagrate nella partita di ieri sera e nella maxi-rissa tra i due calciatori. A proposito: Ibrahimovic è stato poi espulso per un fallo molto ingenuo, e l’Inter si è aggiudicato la gara battendo i cugini rossoneri per 2 a 1.

Gabriele Costa

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5 Commenti

  1. Lukaku è un permaloso, non gli si può dire nulla che si offende prontamente. Ai mie tempi in campo volavano le peggiori contumelie, per non parlare dei falli da codice penale, e nessuno gli dava peso né risalto. Chiedete a Maradona, Van Basten, Platini, Zico; Falcao, ecc., quanti calci e offese hanno subito, senza fare certe piazzate da prime donne viziate. Zlatan, che da interista disprezzo e a cui auguro di lesionarsi i legamenti permanentemente, ha dimostrato, per l’ennesima volta, perché non è mai riuscito a vincere né un pallone d’oro né trofei internazionali di rilievo. Troppo arrogante e presuntuoso, ha mantenuto le caratteristiche della sua etnia di origine, un selvaggio che, se avesse irretito la sua indole da gitano, avrebbe conseguito maggiori riconoscimenti.

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