Macerata, 12 feb – Un hotel a 4 stelle. Tra Macerata e Montecassino, era la dimora di uno dei nigeriani fermati con l’accusa di aver ucciso e fatto a pezzi Pamela Mastropietro. Lucky Awelima, detto anche Isha Boy, è un sedicente profugo. Era arrivato in Italia su un barcone sbarcato in Sicilia e aveva fatto domanda di asilo. Gliel’hanno negata e lui ha fatto ricorso. Nel frattempo era alloggiato all’hotel Recina. Gratis, a spese dello stato italiano.

Hotel di prestigio, 4 stelle, alle porte della città di Montecassiano e Macerata, è arredato con materiali di pregio sia di rilevanti aziende locali leader nei loro settori a livello mondiale, quali Poltrona Frau per gli arredi, IGuzzini per l’illuminazione e vasche idromassaggio Teuco, sia di sapienti artigiani locali”, si legge nel testo di presentazione del sito internet dell’hotel. E su Tripadvisor l’alloggio è definito “molto buono”, a tratti eccellente e tra i servizi che offre c’è il wifi gratis, la piscina, il servizio in camera e il bar/lounge. Perché l’hotel in questione non è dismesso o in disuso, come avviene per molte strutture che ospitano profughi. È in piena attività. Basta verificare la disponibilità e i prezzi dal loro sito internet e si scopre che in media dormire lì una notte va dagli 85 euro per una matrimoniale doppia standard ai 130 per la suite.

In cella per l’omicidio di Pamela ci sono tre nigeriani, Innocento Oseghale, l’amico spacciatore di eroina Lucky Desmond e Awelima Lucky, il richiedente asilo dell’hotel a 4 stelle improvvisamente fuggito a Milano. Sono tutti amici tra loro, e si rifiutano di collaborare, limitandosi a professarsi innocenti e a scaricarsi le colpe l’uno sull’altro. A fare i nomi degli altri due è lo stesso Oseghale, in un primo momento aveva detto di aver accompagnato Pamela dallo spacciatore di eroina, e poi aggiungendo che a loro si è unito anche Awelima.

Quest’ultimo è stato fermato mentre voleva scappare in Svizzera. Aveva abbandonato in fretta e furia l’hotel dove era alloggiato e era andato a Cremona, dove in un altro centro di accoglienza vive sua moglie. Da lì si era spostato a Milano, dove è stato fermato in Stazione Centrale.

Mentre nell’abitazione di Innocent Oseghale, il primo nigeriano arrestato, è stata rinvenuta l’orma di un piede, emergono nuovi e inquietanti dettagli sulle ultime ore di vita della giovane romana. Dall’analisi delle celle telefoniche, gli inquirenti hanno scoperto che il giorno dell’omicidio i tre nigeriani fermati sono entrati nella mansarda di via Spalato e tra le 12 e le 19 i cellulari di tutti e tre gli indagati sono rimasti muti, non hanno fatto né ricevuto telefonate. L’ipotesi è che proprio in quel lasso di tempo sia stato commesso il delitto. Viene avanzata anche l’ipotesi che Pamela sia stata uccisa dal branco che prima avrebbe tentato di violentarla e poi l’avrebbe fatta a pezzi, cercando di nascondere le prove con la candeggina.

Anna Pedri

 

 

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  1. Ringrazio commosso i piddini,senza cuore e senza vergogna……..i terremotati tornano a pagare le tasse,gli anziani rovistano nel bidone dei rifiuti, mentre gli infami pidocchi spacciatori africani stanno in hotel,**** stelle però,non vorrei soffrissero troppo…..poverini. Andate alla malora bestie anti-italiane, foraggiate da ong sorosiane è da un governo vergognosamente colluso,che ci fa vivere da schiavi per pagare l’hotel agli invasori.

  2. Uno pensa d’aver letto tutto il corollario del delirio in cui ci hanno fatto cadere e poi leggi notizie del genere e l’abisso aumenta.

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