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Fronti della guerra nell’estate 1944

San Miniato, Pisa, 28 lug – Cadeva pochi giorni fa l’anniversario di quel tragico 22 luglio 1944 quando un colpo di cannone colpì il Duomo di San Miniato, antico centro storico in provincia di Pisa, uccidendo 55 persone – quasi tutte donne, bambini e anziani – e ferendone un altro centinaio.

Soltanto dal 2004 è riconosciuto che la granata fu sparata dal 337º Battaglione d’artiglieria campale statunitense collocato a sud della cittadina, ma in realtà tanto drammatico fu l’evento, quanto tragicomici e tenacissimi i tentativi, durati 60 lunghi anni, di attribuirne la responsabilità alle forze tedesche. Culminati nel film alquanto fazioso del 1982La notte di San Lorenzo” dei fratelli Taviani.

San Miniato si trova in una posizione strategica fra Pisa e Firenze. L’esercito tedesco aveva già progettato delle linee difensive poco più a nord e quello era uno degli ultimi snodi prima di arrivare alla linea difensiva dell’Arno e, poche decine di km più a nord, alla linea Gotica.

Alcuni ufficiali tedeschi chiesero al Vescovo di San Miniato, unica autorità rimasta in paese, di far radunare i cittadini nella piazza del Duomo o di fare in modo che non lasciassero un convento dove già avevano trovato ospitalità. Per la conformazione del complesso collinare, il duomo si trova eretto su una spianata appena sotto alla sommità della collina della Rocca a suo tempo edificata da Federico II di Svevia (e destinata essa pure ad essere abbattuta dalle bombe alleate).

I soldati appartenenti alla Terza Panzergrenadier-Division, reparti di fanteria motorizzata che già avevano affrontato le forze di invasione anglo-americane ad Anzio e Salerno, stavano approntando gli ultimi preparativi per risalire il territorio italiano, quando le forze americane – sostenute dalla guerriglia dei partigiani comunisti – decisero di iniziare un bombardamento diretto proprio sul centro storico. Su quanto potesse essere utile ed efficace colpire una zona dove sventolavano tre bandiere pontificie (scambiate dagli americani per bandiere bianche), del resto, si potrebbe discutere a lungo.

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Comunicazione militare Usa del 23 luglio 1944, in cui si informa della strage (in realtà le vittime furono almeno 55)

I proiettili che venivano sparati da considerevole distanza dovevano colpire bersagli preventivamente identificati dalle bande rosse che tuttavia, come di consueto attestate su posizioni lontanissime dalla linea dei combattimenti e specificamente nei boschi ben distanti dal centro della città, difficilmente avrebbero potuto individuare le ultime postazioni nemiche nel paese.

Ai soldati americani della V Armata venne suggerito proprio da alcuni ribelli che sotto la Piazza del Duomo si trovasse una postazione di mitragliatrici tedesche. In realtà, i soldati della Wermacht avevano già minato il paese, stavano lasciando la zona ed eseguendo l’ordine di attestarsi sulla linea Gotica: gli strateghi militari tedeschi ritenevano che l’unico modo per fermare l’avanzata anglo-americana fosse quello di procedere per linee dove concentrare tutte le proprie forze. Questo invero non esclude la presenza di reparti sbandati o ancor più verosimilmente di pochi uomini rimasti indietro. Le truppe insomma dovevano andarsene e lasciare San Miniato in mano americana.

La mattina del 22 iniziò un cannoneggiamento sempre più intenso da parte americana, senza ovviamente che i presunti tedeschi potessero rispondere al fuoco. Un colpo fu sparato con qualche grado di imprecisione e, invece di colpire la parete della collina dove le quinte colonne locali segnalavano la postazione tedesca, andò a colpire il Duomo che si ergeva alcune decine di metri più in alto. Il proiettile, entrando da una finestra, rimbalzò su una parete ed esplose in mezzo ai rifugiati, uccidendone 55.

A seguito di quella che fu fatto passare come un’azione volontariamente terroristica tedesca, vennero aperte tre indagini. Due furono americane. La colpa venne attribuita alle forze di occupazione della Wermacht e qualcuno insinuò pure la complicità del Vescovo e di altri esponenti del clero. Le autorità italiane, nel 1954, conclusero il processo di verifica confermando la responsabilità della Terza Panzergrenadier-Division e assolvendo le cariche religiose.

Una cortina di menzogna era stata calata sulla strage del duomo di San Miniato.

Il primo sindaco del paese, dopo l’occupazione alleata, era di origine italiana ma non vi aveva mai vissuto, svolgendo le funzioni di informatore dell’esercito americano: dopo aver lasciato temporaneamente l’incarico per continuare la guerra nel nord dell’Italia, al ritorno nel 1945 secondo numerose testimonianze si adoperò a far sparire prove materiali sulla responsabilità della strage in Duomo.

La decisione del 1954 di attribuire la responsabilità della strage alle forze tedesche intendeva trascinare nel fango della colpa anche i numerosi fascisti locali, pur senza alcuna prova, fomentando una volta di più un odio immotivato: la ricerca della trama nera ante-litteram.

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Le due lapidi, collocate a distanza di 50 anni l’una dall’altra, sulla facciata del Comune di San Miniato e ambedue rimosse quest’anno

Nonostante che alcuni cittadini iniziassero a mettere in discussione l’attribuzione delle responsabilità, sulla facciata del municipio venne posta un’epigrafe in cui venivano ammoniti gli Italiani a non dimenticare il “gelido eccidio” perpetrato da un esercito sconfitto che si accaniva con gli innocenti.

Fu soltanto oltre 50 anni dopo la falsa sentenza che la verità storica ormai inoppugnabile indusse ad affiancare alla prima lapide una seconda, nella quale la responsabilità risulta correttamente attribuita alle forze alleate, senza per altro mai citare i complici locali e per di più strumentalmente sostenendo il peccato originale della guerra e delle stragi presuntamente inique (forse chi l’ha incisa non sapeva delle leggi di guerra) a carico dei tedeschi e con la complicità – manco a dirlo – dei “repubblichini”.

Solo un Sindaco di buon senso, quest’anno, ha finalmente disposto la rimozione delle due incredibili lapidi, testimonianza di un odio anacronistico, per collocarle in un locale museo. Resistendo anche all’indignazione di personaggi come Renzo Ulivieri.

La storia delle lapidi concorrenti nasconde in se’ la volontà cosciente e truffatrice di voler dimenticare, abiurare e rinnegare la propria storia. Non è nemmeno il solito salto sul carro dei vincitori perché se per i tedeschi e per i fascisti non furono risparmiate parole sprezzanti, agli americani non fu certamente tessuto un elogio. Alla Chiesa non vennero riconosciuti i tentativi di conciliazione con l’esercito tedesco per la salvaguardia dei cittadini.

Ebbero la pretesa insomma, coloro che al primo odore di sconfitta alzarono il braccio opposto, di prendersi il merito di una vittoria in solitaria, circondandosi di nemici immaginari e spesso fasulli, di ombre e di collaborazionisti. Riscrivendo la storia e attribuendo arbitrariamente criminali responsabilità anche sulla pelle delle vittime innocenti ammassate nel Duomo. E, di fronte all’evidenza, negandone comunque la propria parte.

Come recitava la prima lapide, tanta viltà potrà essere perdonata, ma mai dimenticata.

Cosimo Meneguzzo

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10 Commenti

  1. “fomentando una volta di più un odio immotivato” Sicuro davvero che fosse e che sia odio immotivato? Tutto quello che c’è stato cancellato da 8 paroline scritte alla tastiera per sostenere cosa? Che i tedeschi avevano ragione? Che era meglio vincessero loro e non gli invasori americani? Facci capire dai. Ammesso, e io lo credo, che questa ricostruzione sia vera, cosa cambierebbe nel giudizio storico? Peer fortuna nulla. Fattene una ragione.

    • Ambe’ allora, visto che tanto non cambierebbe nulla e che secondo lei l’odio era “motivato”, non facciamo neanche venire fuori la verità… Ma come ragiona???

      • Non mi pare di aver detto che la verità non ebba essere comunicata. Anzi. Ma tra leggere e capire come si nota cambiano le cose, se si vuole distorcere. Quindi, mi ripeto, assodato che non fu uno dei tanti atti di barbarie nazista, cosa cambia nel giudizio storico verso il nazifascismo? Per me nulla, nel senso che lo condanno in ogni sua forma, per voi pare invece diversa la cosa. Cordialità

    • Guardi Pietro la ricostruzione di questo avvenimento non ha l’intendimento di trovare risposte su tutta la Seconda Guerra ma ha il dovere, attraverso una ricostruzione storica e critica, di mostrare la verità riguardo ad un particolare. La vulgata dei tedeschi cattivi e degli americani buoni è già parecchio in discussione ma è anche da questi particolari fatti che ce ne possiamo sempre più rendere conto.

      • Su questo posso concordare, le testimonianze dirette (vedasi il triste esempio dei Goumiers) ed i libri ce ne parlano. Ma facendo una battuta, anche Hitler amava alla follia il suo cane lupo. Questo fa di lui una persona migliore?

  2. Infatti, visto al punto dove siamo arrivati oggi, il ‘nuovo disordine mondiale’, bisogna riconoscere che l’Asse aveva proprio ragione: civiltà contro barbarie!

      • si chiama verita’ storica tutto qui, il nascondere fatti e misfatti o eccidi non è una cosa corretta, in piu sapendo che lo si fa nelle scuole e in tutti i luoghi di formazione (i bambini diventano adulti gli alunni diventano professori o giornalisti) forse è una delle cause dei tanti ragazzini bulletti e ignoranti o di scontri contemporanei, tra l altro l anpi è un ala di un partito politico ed è un dato di fatto che nasconde inseme a chi puo’ episodi del genere, prendendo anche soldi statali

      • Senti stella rossa. Qui a San miniato di stelline rosse come te ne conosco centinaia. Sempre pronte ad obiettare. Si. Pero’. Voi. …
        Quindi voi stelline rosse ed aurore avete ragione a prescindere. Secondo il vostro uso stupido di ragionare.
        Sempre così, sempre con tanta ragione. Siete Assessori deputati. Storici mantenuti statali di storia a senso unico. Regionali e nazionali. Centinaia anzi migliaia di posti e verità assolute a voi destinate.
        La tua obiezione per me non vale. Perche’ e’ minata dal pressapochismo cattocomunista di questi posti. Ovvero burocrazia al potere che tutto domina. Risparmiati la lezione e leggi. Anzi studia. Ah. Se mi rimandi indietro il mio invito. Ti dico che io 110-110 cum laude su questa cosa l’ ho preso, e indovina un po’. ? Me l’hanno dato i tuoi amici dell’istoreco. Semplicemente perche’ loro parlavano. Io gli tiravo fuori i documenti. .

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